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in casa empoli»FRA CAMPO E MERCATO

di David Biuzzi
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EMPOLI. L’ira funesta stavolta non è quella del Pelide Achille - come nell’immortale incipit dell’Iliade di Omero - ma quella di Maurizio Sarri, tecnico azzurro. È esplosa domenica scorsa, alla fine...

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EMPOLI. L’ira funesta stavolta non è quella del Pelide Achille - come nell’immortale incipit dell’Iliade di Omero - ma quella di Maurizio Sarri, tecnico azzurro. È esplosa domenica scorsa, alla fine della partita di Verona, e ancora non si è placata. Almeno non del tutto.

Squadra a rapporto. Già, perché l’allenatore ieri è tornato a parlare ai suoi allievi (domenica al Bentegodi più che altro aveva urlato) e non per tessere i soliti elogi. «Sono ancora arrabbiato», sottolinea a fine allenamento guadagnando l’entrata degli spogliatoi a passo svelto. E aggiungendo: «Cosa ho detti ai ragazzi? Giusto due parole, con grande serenità», accompagnando l’ultima frase a uno sguardo che era tutto un programma. E, in effetti, la squadra è scesa in campo per la ripresa degli allenamenti con alcuni minuti di ritardo rispetto al solito.

Amici... contro. Salvezza o no, insomma, Sarri non vuole sentire ragioni e pretende lo stesso impegno degli ultimi mesi. Fatto che lo porterà anche a scontrarsi con un amico, Sinisa Mihajlovic. Già, i due hanno stretto un repporto particolare (per il mondo del calcio), tanto che un paio di mesi fa, in occasione della sosta del campionato, l’allenatore serbo ha lasciato i blucerchiati nelle mani del suo staff e ha trascorso due giorni al Castellani ad osservare da vicino il lavoro del collega e parlare con lui di calcio (in mezzo anche una cena a base di bistecche e buon vino). Domenica si ritroveranno contro, uno di fronte all’altro, e almeno per 90 minuti torneranno ad essere dei semplici avversari. Avversari veri, perché se i doriani sono a caccia di punti per l’Europa League, gli azzurri non possono permettersi un altro passaggio a vuoto dopo il “caldo” dopo gara di Verona.

Verso il futuro. Ma, in qualche modo, i destini di Sarri e Mihajlovic potrebbero essere legati anche il futuro. Il serbo, infatti, è dato in partenza per Napoli e l’azzurro è fra i papabili per sostituirlo. «Mihajlovic resterà con noi al 70% – ha detto l’altro ieri il vulcanico presidente Ferrero a una radio napoletana – Sarri? È bravo, fa crescere i giovani. Mi piace». Piace e tanto anche all’Empoli, però, che non se lo lascerà soffiare se non per l’offerta irrinunciabile di cui si parla da (troppo) tempo. E, per la cronaca, in pole per la Doria pare esserci Zenga.

@DavidBiuzzi

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