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Empoli

Stavolta l’Empoli fa infuriare Sarri

di David Biuzzi
Stavolta l’Empoli fa infuriare Sarri

La pancia piena pesa più della testa libera e il tecnico si sfoga: «Siamo stati presuntuosi»

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VERONA. Ok, la testa è libera e si vede dal primo spicchio di partita, ma alla resa dei conti per l’Empoli - come già accaduto nel derby - pesa di più... la pancia piena. Le motivazioni e gli stimoli che Sarri sta affannosamente cercando di dare ai suoi, insomma, non hanno l’effetto sperato. Arriva così la seconda sconfitta consecutiva, che non scalfisce quanto di buono (tanto) hanno fatto gli azzurri finora, ma che impedisce di centrare il virtuale obiettivo (indicato dal tecnico) di terminare una fantastica cavalcata nella parte sinistra della classifica. Non basta, certo, a macchiare una stagione superba, ma di sicuro è sufficiente a far infuriare Sarri che, a fine gara, accusa senza mezzi i termini: «È una sconfitta da presuntuos», tuona. E non solo. «Fosse per me andremo tutti in ritiro. Da subito».

Buona partenza. Certo le sconfitte non fanno mai piacere ma, come già 7 giorni fa, l’Empoli perde il match ma non la faccia perché gioca una partita dignitosa. Soprattutto in avvio, quando là davanti gira tutto a meraviglia e, a proposito di meraviglia, il solito Saponara trova la porta al primo serio tentativo (e poi subisce un fallo da rigore non accordato). La storia della partita, insomma, sembra quelle di Torino, nella sfida che aveva regalato la matematica salvezza. Gli azzurri, infatti, si divertono e divertono. Solo che stavolta in palio non c’è la sopravvivenza e, di fatto, ben presto il copione cambia. Se contro i granata la buona prova era stata completata dalla massima attenzione nella fase di non possesso, infatti, al Bentegodi sotto questo profilo qualcosa manca. Soprattutto in mezzo, dove Vecino patisce la fisicità di Hallfredsson, e sugli esterni. Proprio un discorso fisico, in realtà, permette al Verona di agguantare il pari, perché sulle palle inattive i gialloblù hanno più chili e più centimetri e prendere tutti diventa un problema. A metà frazione, così, la capocciata di Moras trova l’angolino ed è tutto da rifare. Con un copione preciso: l’Empoli fa la partita, a ritmi che però si abbassano progressivamente con il passare dei minuti, il Verona si difende con quasi tutti gli effettivi dietro la linea del pallone e riparte. Riparte bene soprattutto dal 38’, quando l’acciaccato Gomez lascia il posto a Fernandinho e la catena di sinistra (scaligera) inizia a fare danni. Già sui titolo di coda, infatti, serve un miracolo di Bassi e un successivo intervento di Barba per negare all’ex Toni (fermato, in precedenza, anche da una traversa) il gol numero 20 del suo campionato.

L’episodio. La ripresa inizia sulla stessa lunghezza d’onda. Anche se l’impressione è che siano più pericolose (almeno potenzialmente) le ripartenze dei padroni di casa che non la manovra degli azzurri. D’altra parte a ritmi bassi (complice anche il caldo) l’Empoli non è l’ Empoli. Così come continua a mancare il lavoro di pressing dei centrocampisti e un po’ d’altruismo. Sarri non riesce a riaccendere i suoi e il solito Hallfredsson al 22’ sfonda per l’ennesima volta e, sul suo cross, una smanacciata non perfetta di Bassi consegna a Sala la palla del comodo sorpasso. È un episodio sfortunato, insomma, a indirizzare la partita sulla strada della sconfitta. Che l’Empoli non riesce ad evitare perché - come dimostrato dall’intero campionato - non è squadra da mezze misure: per come è costruita e per come gioca è condannata a dare il massimo. L’ultimo spicchio, insomma, diventa utile per vedere all’opera un 4-2-3-1 che sembra quasi un 4-2-1-3 (dopo i cambi), ma mischie e mischiette (così come il tiro finale di Verdi) risolvono poco.

@DavidBiuzzi

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