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Gli azzurri a Superga «Gesto doveroso»

Gli azzurri a Superga «Gesto doveroso»

Il tecnico, accompagnato dai Carli e Accardi ha deposto un mazzo di fiori alla lapide che ricorda la tragedia granata

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TORINO. Lo aveva promesso e come nel suo stile anche questa promessa è stata mantenuta. Nel tardo pomeriggio di ieri Maurizio Sarri, insieme all’amministratore delegato Francesco Ghelfi al diesse Marcello Carli, al segretario generale Stefano Calistri e al team manager Pietro Accardi si è recato alla basilica di Superga per commemorare il grande Torino il giorno dopo il sessantaseisimo anniversario del tragico schianto che cancellò una delle squadre più forti di sempre.

Un momento toccante, un gesto di grande umanità da parte dello staff azzurro che raramente si è potuto vedere in passato. Avrebbe voluto presenziare alla cerimonia ufficiale del 4 maggio ma l’ennesimo rinvio della gara ad oggi glielo ha impedito. Sarri però anche se con un giorno di ritardo ha voluto comunque onorare una delle squadre che rimangono indelebili nella memoria degli appassionati, recandosi dove gli eroi persero la vita, sconfitti dal destino. Perché “solo il fato li vinse” .

«È doveroso esserci – ha spiegato il tecnico azzurro – e mi spiace moltissimo che si giochi mercoledì, perché sarei andato volentieri alla cerimonia del 4 maggio. Purtroppo questa gara è stata spostata ancora una volta in modo assurdo. Il grande Torino – ha aggiunto l’allenatore dell’Empoli - ha rappresentato tantissimo per la storia del calcio italiano ed anche per quella del nostro Paese».

Alla visita per motivi logistici non ha potuto partecipare la squadra azzurra ma il sentimento del pomeriggio è stato condiviso da tutto il club azzurro. Unanime l’applauso del popolo granata che sul web e sui social ha elogiato a gran voce il gesto compiuto dal tecnico azzurro e dalla società. Un gesto che appare fuori dagli schemi come quando Sinisa Mihajlovic è venuto ad Empoli a studiare qualche giorno da un suo collega rivale a campionato in corso. Cose mai viste nel mondo del calcio ma che rientrano nella normalità di questo sport. Gesti semplici che ricordano spesso e volentieri che si può vincere sul campo, ma si può farlo anche fuori. (a.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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