Il presidio
MirkoNazionale torna fra ricordi e brindisi
Il centrocampista dedica l’esordio a chi non c’è più: i nonni e l’amico Silvio Nacci Poi via negli spogliatoi per offrire pasticcini e spumante ai compagni di squadra
EMPOLI. Non ha dormito ieri notte Mirko Valdifiori, colpa dell’adrenalina che resta addosso nel post-partita. E chissà quanta ne aveva in corpo dopo una serata come quella dello Juventus Stadium. A 29 anni per qualcuno la Nazionale poteva apparire un miraggio, non per lui che a colpi di verticalizzazioni, con sacrificio e lavoro è riuscito a conquistarla. E forse non per una notte soltanto. «Non è stato facile prendere sonno – rivela Mirko – è stata una serata stupenda ed è ancora più bello averla vissuta dopo tanti anni in cui ho rincorso questo segno. Non ho mai smesso di crederci e alla fine l’ho raggiunto».
E così dalla serie C di qualche anno fa è arrivato ad essere marcato a uomo da uno dei big del calcio mondiale Wayne Rooney. «In effetti nei primi minuti di gioco quando sono andato a pressare Rooney che era girato di spalle, leggendo il suo nome dietro la maglia un po’ di emozione l’ho avuta, ma poi non ci ho pensato più. Ci sono tanti momenti difficili da scordare: oltre a questo anche l’inno cantato abbracciato ai miei compagni di squadra e insieme a 30.000 tifosi. In Italia abbiamo tanti problemi, ci sono polemiche e tensioni ma secondo me in quel momento siamo tutti uniti e ci si dimentica di tutto quello che non va. Prima della partita la tensione era tanta, ma sono riuscito a rimanere freddo anche grazie a qualche consiglio che mi hanno dato Bonucci e Chiellini. Prima del via ho avuto tanti pensieri in testa, ho ripensato a tutti i sacrifici che ho fatto per arrivare fino a qui. E poi in camera con Eder e Soriano abbiamo un po’ ripercorso le nostre tappe da quando giocavamo insieme nell’Empoli fino ad essere arrivati fino alla maglia dell’Italia».
In questi giorni magici, però, i pensieri di Mirko vanno sempre alle persone che lo hanno supportato in questi anni e anche a qualcuno che da lassù gli ha dato la forza. «Mi sono stati tutti vicini a partire dalla mia famiglia e in queste ore ho ricevuto molti tanti complimenti anche dai miei amici di Russi. Mi hanno lusingato anche le parole del sindaco del mio paese che ha detto che per loro sono un orgoglio. Ma il messaggio più bello è stati quello di Riccardo Nacci che mi ha mandato un messaggio dicendomi che suo fratello Silvio sarebbe stato contento. Questa soddisfazione la dedico a lui e ai miei due nonni».
E proprio insieme a Riccardo Nacci a bordo della sua ormai mitica Fiesta Mirko Valdifiori è tornato al Castellani per allenarsi agli ordini di Maurizio Sarri. «Cosa mi ha detto il mister? Mi ha fatto i complimenti e mi ha detto di aver visto in campo il giocatore che conosce».
E lo ha ritrovato subito anche l’Empoli: a fine allenamenti pasticcini, pizzette, coca cole e spumante per tutti nello spogliatoio: ha offerto Mirko Valdifiori.
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