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L’Empoli ha bisogno di un’altra impresa

di David Biuzzi
L’Empoli ha bisogno di un’altra impresa

Il Palermo vale una big, ma stavolta tornano i tre tenori

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EMPOLI. Aveva ragione Eduardo De Filippo: gli esami non finiscono mai. Anche per l’Empoli, ovviamente, che dopo la grande prova di San Siro e la limpida vittoria contro il Chievo incrocia gli scarpini contro una delle altre rivelazioni del campionato di serie A, il Palermo.

I motivi. In sostanza una sfida fra squadre che giocano un gran bel calcio - anche se con una diversa interpretazione - e che stanno confermando di meritare quel posto nel paradiso del pallone che si sono conquistate insieme pochi mesi fa. Match ricco di fascino, insomma, ma anche di difficoltà. Il Palermo, infatti, in casa ha fatto meno bene solo di Juventus e Roma (ovvero le prime due della classe), ha perso solo una partita (contro la Lazio) e ha trovato i suoi equilibri puntando su una coppia-gol, quella formata da Dybala e Vazquez, che oltre agli operatori di mercato ha conquistato persino il ct Conte (li vorrebbe tutte e due in azzurro e il secondo presto ci andrà). Se non serve l’impresa, insomma, poco ci manco. Ma l’Empoli, questo è il punto, questa impresa può comunque centrarla.

La chiave. Già, perché gli azzurri hanno dimostrato - come giustamente amano ripetere sia Sarri che i suoi baldi giovanotti - di potersela giocare sempre e con tutti. Lo ha fatto al San Paolo, al Franchi, a San Siro, può (e deve) farlo anche alla Favorita. Per riuscirci, però, dovrà avere lo stesso atteggiamento mentale che ha esibito nelle partite citate. E, dunque, partire per forza dalla massima considerazione dell’avversario e dalla voglia di fare sempre e comunque quella corsa in più, quel contrasto che a prima vista può sembrare anche inutile. Per il resto, contro una squadra che (come accennato) punta forte sulle individualità dell’attacco, come sempre la risposta migliore dovrà essere il collettivo. Nessuno come l’Empoli, almeno in Italia, ha la capacità di giocare di squadra, di esserlo in ogni secondo della partita. Stavolta, però, c’è anche un aspetto che potrebbe avere un peso. Forse è solo romanticismo, forza no: lo dirà il campo, come sempre, ma ritrovare i tre tenori là davanti insieme può (e deve) significare qualcosa. Il grande sogno è iniziato proprio grazie alle loro giocate e ora Saponara, Maccarone e Tavano hanno il compito, e la possibilità, di proteggerlo, di cullarlo (e farlo cullare al popolo azzurro) ancora per un po’.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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