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Ulivieri non ha dubbi «Empoli è un simbolo del calcio dei sogni»

di Alessandro Marmugi
Ulivieri non ha dubbi «Empoli è un simbolo del calcio dei sogni»

Il presidente dell’Aiac al Sussidiario coi tecnici di domani elogia la truppa di Sarri e replica al Lotito-pensiero

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EMPOLI. Calpestando l’erba del Sussidiario a Renzo Ulivieri sono tornati mente gli inizi della sua carriera, quando proprio al Castellani muoveva i primi passi nel calcio professionistico. Un ricordo, da condividere con i tifosi presenti, tra aneddoti e battute, ma questa volta il vulcanico tecnico di San Miniato è tornato nelle vesti di maestro, da presidente dell’Associazione italiana allenatori calcio, insieme agli allievi del corso master. Tanti campioni che hanno da poco smesso col calcio e che ora proveranno a sedersi (alcuni lo stanno già facendo) da Roberto Baronio a Maurizio Ganz, da Pasquale Padalino a Massimo Carrera collaboratore di Antonio Conte in nazionale, fino ad Antonio Filippini, Cristiano Lucarelli e Leonardo Semplici, attuale allenatore della Spal che ha in custodia Emanuele Rovini. Tutti a lezione da Maurizio Sarri, dal condottiero di una di quelle piccole squadre che oggi, per qualcuno, sembrano un peso per il calcio italiano. Un peso non certo per Ulivieri che spende parole di elogio per la squadra azzurra. «Siamo qui ad osservare e a studiare una realtà che per i signori che non vedono di buon occhio le piccole squadre definirei scomoda. Perché l’Empoli è una piccola realtà che riesce a fare bene calcio, è un esempio su tutti di punti di vista, un simbolo di quel sogno che è il sale del calcio. Se alla gente togliamo tutto questo, se le persone smettono di sognare, il calcio è finito. Chi governa deve ricordare l’importanza, che questi tifosi sono quelli che comprano gli abbonamenti delle tv e se loro si stufano il mondo del pallone è destinato a finire».

Impossibile non fare riferimento a Caludio Lotito e alle sue dichiarazioni. «Io credo che Lotito non sia il male del calcio italiano. È solo che gli si stanno facendo fare cose per cui non è adatto, lui può fare magari i conti, sempre che poi vengano riguardati, ma fare politica sportiva è tutta un altra cosa. Purtroppo per molti contano i soldi e basta, ma questo è un mondo dove c’è tanta passione. Passione dei tifosi, dei dirigenti dei calciatori degli allenatori degli arbitro, questo no lo possiamo dimenticare altrimenti non si parla di sport. Purtroppo tra questi che pensano che gli interessi siano solo economici – conclude Ulivieri – c’è chi non ha mai tirato un calcio ad un pallone chi non ha mai nemmeno fatto una partita 5 contro 5 da ragazzo».

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