Il presidio
Ora gli azzurri diventano un esempio
Su 26 convocati ben 16 arrivano dal vivaio Nessuno in serie A può vantare certi numeri
EMPOLI. La risposta è l’Empoli. Già, la risposta a chi cerca una via d’uscita dalla crisi per il nostro calcio, crisi certificata anche dai mondiali in Brasile, a chi chiede un modello sostenibile e la salvaguardia dei giovani talenti. Basta dare un’occhiata all’elenco dei convocati per il ritiro per rendersene conto. Gli azzurri, infatti, hanno chiamato 26 giocatori alla corte di Sarri e ben 16 di loro sono prodotti del vivaio.
L’elenco. La fabbrica dei talenti, insomma, continua a sfornare prodotti senza sosta. E così l’elenco va dall’ormai senatore - e capitano - Davide Moro (32 anni) al portierino Matteo Biggeri (nato nel 1996). Dello stesso anno c’è Gemignani, che arriva dalla stessa Primavera, quella di Cecchi, che in ritiro ha portato pure Bachini, Gargiulo e Frugoli. Poi c’è il golden boy di ritorno Rovini. E, quindi, quelli che in prima squadra già c’erano: Bassi, Pelagotti (da ieri al Pisa) Hysaj, Tonelli, Rugani, Signorelli, Pucciarelli, Mchedlidze e Shekiladze. Quasi il 62% dei convocati, per dirla in numeri.
Vizi e virtù. Un dato impressionante, che però va interpretato nella maniera corretta. Ed è una battuta del ds Carli - che sembra proprio non riuscire a dire bugie di comodo - a spiegare cosa sia successo. «Se avessimo fatto la squadra – spiega – di giovani ce ne sarebbero stati di meno». Molti, dunque, sono al lavoro in attesa che arrivino i rinforzi e, di conseguenza, pure di una nuova sistemazione. Ma anche questo è un dato indicativo: consumare il ritiro, o almeno una parte, coi grandi significa anche completare un percorso iniziato sui campi di Monteboro. «In realtà noi cerchiamo di fare le cose normali – prosegue Carli – e non so se questo autorizzi a indicarci come modello. Di sicuro l’Empoli ha sempre avuto un occhio di riguardo per i giovani e così continuerà a fare perché è l’unico modo in cui una realtà come la nostra può fare calcio».
L’analisi. Profilo basso, insomma, e tante situazioni contingenti che, però, hanno prodotto un risultato clamoroso. Nessuna squadra di serie A, infatti, può neanche lontanamente avvicinarsi al 62% dei convocati fatti in casa. E anche fra gli ultimi arrivati, ovvero la nidiata dei 1995 e 1996, c’è chi si gioca la possibilità di convincere Sarri. Si tratta del toscano Rovini, rientrato dopo la parentesi di Udine. «L’Udinese – rivela Carli – voleva riscattarlo subito ma a una cifra da noi ritenuta non congrua al valore del ragazzo. Per questo abbiamo deciso di portarlo con noi. Il tecnico lo osserverà con attenzione, poi decideremo». Per i freschi ex Primavera, invece, il passaggio sarà più veloce.
Lidi sicuri. Ma anche qui c’è un discorso che merita un piccolo approfondimento. L’Empoli, infatti, per molti dei suoi ragazzi ha già trovato un approdo sicuro. O, almeno, privilegiato. In questi ultimi giorni, in sostanza, si lavora per trovare un ampio accordo col Tuttocuoio. Non si tratta, però, di una partnership come la compagine neroverde avrebbe dovuto fare con la Fiorentina (che, in sostamza, avrebbe spedito a Ponte a Egola l’allenatore, lo staff e una serie di giocatori), ma di una forte collaborazione tra società amiche. Rapporto rafforzato anche dalla conferma del tecnico Alvini, estimatore di Sarri e spesso presente dalle parti del Sussidiario per “studiare” gli allenamenti azzurri. Così, chi andrà al Tuttocuoio è già sicuro di lavorare in un certo modo. Già, ma chi ci andrà? Per Tempesti è quasi fatta, ma anche Gargiulo (ora al lavoro al Sussidiario) potrebbe fare lo stesso percorso.
Il futuro. Nel frattempo a Monteboro si continuerà a formare i protagonisti del domani. Con un paio di pedine, Piu e il senegalese Assane, già in rampa di lancio. Ma le piacevoli sorprese - attenzione al georgiano Chenturia - coi giovani sono sempre dietro l’angolo.
@DavidBiuzzi
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