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Empoli

Aguirre si presenta col sorriso: «Non mordo... per ora»

di David Biuzzi
Aguirre si presenta col sorriso: «Non mordo... per ora»

Il giovane attaccante uruguaiano scherza sul precedente di Suarez al mondiale e si racconta. Intanto il ritorno di Maccarone all’Empoli ora è davvero a un passo

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EMPOLI. Sorrisi, idee chiare, poco imbarazzo. Rodrigo Aguirre, classe 1994, avrebbe tutti i motivi di sentirsi spaesato nel suo primo giorni a Empoli. È sbarcato in Italia poche settimane fa, dall’Uruguay, facendo tappa prima a Udinee poi piovendo, martedì sera, nel ritiro dell’hotel Alexandra di Vinci per conoscere nuovi compagni, nuovo allenatore e nuova realtà. Eppure, come accennato il ragazzo (leggi la sua storia e guarda i suoi gol) sembra sapere il fatto suo e con l’aiuto di Signorelli, che si presta volentieri al ruolo di interprete, parla di se stesso, delle sue aspettative e persino del ben più celebre connazionale Suarez e del suo “vizietto” che poco è piaciuto a Chiellini, all’Italia e alla Fifa (foto e video agenzia Carlo Sestini).

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«Questa per me è una grande occasione – spiega – arrivare a giocare in Europa, in un campionato importante come questo, è il massimo. Ho una voglia incredibile di sfruttarla e, quindi, di rendermi utile al gruppo e ritagliarmi il mio spazio». Gruppo di cui, logicamente, conosce poco, ma non niente. «Quando è saltata fuori la possibilità di giocare nell’Empoli – racconta – mi sono documentato su Internet. Ho scoperto che arrivo in una famiglia, in una società piccola in cui l’unione d’intenti è determinante per ottenere grandi risultati. Una sfida che mi piace, mi piace molto. Anche perché il mio vecchio club, il Liverpool Montevideo, è così».

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Tanta voglia e tanti stimoli, insomma. Ma non abbastanza (o forse sì) per pensare di emulare Suarez. «Tranquilli – dice con un bel sorriso – io non mordo». Salvo aggiungere, dopo una piccola ma significativa pausa, «per ora...».

Nel suo vecchio club ha giocato l’ultima stagione insieme ad Ernesto Chevanton, uno che in Italia ha giocato e segnato con le maglie di Atalanta e Lecce. «Ho parlato con Ernesto – rivela – e mi ha spiegato tante cose. Mi ha detto che devo pensare a fare le cose per bene, a lavorare duro tutti i giorni per far venire fuori le mie qualità». A Udine, invece, non ha fatto in tempo a parlare con Di Natale. «Ma so chi è – dice – perché tutto il mondo lo sa. E so anche che ha iniziato qui. Non posso certo paragonarmi a lui, ma anche io farò di tutto per lasciare il segno».

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Calcisticamente Aguirre si racconta come «un ex centrocampista esterno che ora gioca attaccante. Posso fare sia la prima che la seconda punta».

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E a proposito di attaccanti, la giornata di giovedì quasi sicuramente sarà quella decisiva per il ritorno - stavolta definitivo - di Massimo Maccarone. L’incontro con la Samp, infatti, è servito a sbloccare le cose e l’affare sembra davvero in dirittura d’arrivo. Non è escluso, infatti, che il giocatore possa già tornare ad allenarsi agli ordini di Sarri. Cosa che farà sicuramente Verdi, che mercoledì a Milano ha firmato il contratto.

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