Alla scoperta di Aguirre bomber col cuore matto
Nel 2013 si è dovuto fermare per un’infezione cardiaca, proprio come Montella È uruguaiano e gioca nel Liverpool (quello di Montevideo) però lui non morde...
EMPOLI. Di lui si sa poco, molto poco, se non forse le cose più importanti: è uno dei giovani talenti emergenti del calcio sudamericano - che, come dimostrano i mondiali in Brasile, ora comanda - si chiama Rodrigo Aguirre e ci sono buone possibilità che vesta la maglia dell’Empoli nel campionato di serie A 2014/2015.
La carta d’itentità. Ce n’è abbastanza, insomma, per cercare di conoscere meglio questo attaccante di 20 anni (da compiere). Partendo proprio dal nome. Perché quello completo è Rodrigo Sebastian Aguirre Soto. È nato il primo ottobre del 1994 a Montevideo e proprio in una squadra di Montevideo, il Liverpool, ha consumato la sua intera carriera. Prima nelle giovanili, dove si è messo in mostra come uno dei prospetti più interessanti, poi in prima squadra, dove è sbarcato nel 2011, dunque all’età di 17 anni, collezionando ben 52 presenze e segnando 15 reti (26 presenze e 8 reti nel corso dell’ultimo torneo di “clausura”). L’identikit riguarda anche le sue apparizioni con la maglia della “celeste”, cioé la nazionale. Sono 7 presenze e 1 gol con l’Under 17 e 1 presenza con l’Under 23, seleziona con la quale (come vedremo in seguito) ha avuto davvero sfortuna.
La storia. Dietro ai dati, però, ovviamente c’è pure una storia. Quella di Rodrigo Aguirre recconta di un ragazzo che ha iniziato a giocare al calcio a 5 anni, come tanti. E, da subito, ha dato segnali importanti. Non una novità per un paese, l’Uruguay, che conta appena 4 milioni di abitanti (compreso un presidente delle repubblica che è un vero personaggio: José Mujica) ma che ci è appena sbattuto fuori dai mondiali (a proposito, ne ha vinti 2...) con talenti del calibro di Suarez e Cavani (tanto per restare in tema di attaccanti...). Aguirre, però, entra nel vivaio del Liverpool a 12 anni, dopo un provino. La particolarità della sua storia è che per molto tempo, nelle giovanili, gioca da centrocampista esterno (di sinistra). Ed è solo con l’Under 17 che diventa un centravanti. Merito del ct Fabian Coito, che lo sposta in avanti. Scelta azzeccata perché Aguirre - 184 centrimetri per 75 chili di peso - non solo è veloce e bravo nell’uno contro uno, ma anche capace di giocare “con” la squadra e di farsi valere di testa.
Come Montella. La sua carriera è in rampa di lancio, insomma. Tanto che viene convocato dall’Under 20 per il “sub-20” in Messico, ma alla prima partita - proprio contro il Messico - si scontra col portiere avversario, perde i sensi in campo e finisce in ospedale. Torneo finito. Nel 2013, sempre con l’Under 20, dovrebbe giocare il mondiale vero e proprio ma gli vien e diagnosticata un’infezione cardiaca che lo costringe a fermarsi. Quello che capitò a un giovane Vincenzino Montella quando indossava la maglia dell’Empoli. Proprio come Montella, però, supera il prolema, torna a giocare nel Liverpool, insieme all’ex leccese Chevanton, e segna con sempre maggiore frequenza. Tanto che, ad aprile, l’Udinese brucia tutti sulla concorrenza e lo prende per 4 milioni. Ora nel suo futuro potrebbe esserci l’Empoli. E, tranquilli, anche se è uruguaiano e gioca nel Liverpool, Aguirre non morde...
@DavidBiuzzi
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