Il presidio
Al “nuovo” Empoli mancano due pedine
L’ossatura costruita nel segno delle conferme, ora i nodi da sciogliere sono sulla trequarti e in avanti e poi i rinforzi
EMPOLI. Partiamo da una metafora: l’edificio c’è. Ha solide fondamenta, ma anche i muri portanti sono già stati tirati su. Manca il tetto, mancano le rifiniture, ma lo scheletro di cemento è già visibile. Si tratta, ovviamente, del nuovo Empoli. Quello che affronterà la decima, storica, avventura in A del club azzurro e che, dopo la giostra delle comproprietà, ha preso una forma già definita.
La struttura. In sostanza il nucleo storico è quello di sempre. Quello, cioé, che negli ultimi due anni ha regalato gioie incredibili al pubblico del Castellani. Partendo dalla difesa, rimasta praticamente invariata sia nel quartetto titolare che nelle prime alternative (Barba e Mario Rui). Resta da capire la situazione di Pratali, in scadenza, che proprio in questi giorni dovrebbe avere un incontro decisivo col ds Carli. Idem per il centrocampo, dove sono rimasti i tre moschettieri della mediana (Moro piace tantissimo in Lega Pro, a Pisa e Salernitana, ma l’ipotesi di una partenza del capitano in questo momento sembra assai remota) e il “quarto titolare” Signorelli (che, pure, piace molto al Carpi). Per fine prestito, invece, sono partiti Eramo e Castiglia. Ma, come accennato, manca ancora il tetto. Ovvero il reparto avanzato, che può contare sull’uomo dei record, Ciccio Tavano, e sui bomber di scorta Pucciarelli (buono anche per la trequarti) e Mchedlidze (Shekiladze, con ogni probabilità, andrà a giocare). C’è il ritorno di Rovini, ancora a metà con l’Udinese, ma ad oggi non c’è più Big Mac e, soprattutto, non c’è il fantasista.
Volti noti. Già, perché Maccarone sembra destinato comunque a tornare. «In questi giorni – spiega il diretto interessato – i miei procuratori avranno un nuovo incontro la con la Sampdoria. Non penso che ci siano problemi, solo che i tempi si sono allungati per il cambio ai vertici della società doriana. Avrei preferito che fosse tutto già risolto, anche io sono ansioso come voi, però continuo a essere ottimista. Anche perché, come ormai sanno tutti, voglio solo l’Empoli». E se Big Mac è la prima scelta per l’attacco, il sogno per la trewuarti è un’altra vecchia conoscenza come Riccardo Saponara. Qui, però, la situazione è più intricata. Il Milan lo ha riscattato e questo è un bene, è vero, ma saranno comunque i rossoneri a dover decidere il destino del giocatore. Se vorranno “proteggere” l’investimento la soluzione del prestito all’Empoli è di sicuro la migliore, ma potrebbero anche cercare di recuperare i soldi investiti (5 milioni in tutto) cedendo alla lusinghe del Sassuolo, o magari inserire il fantasista in una trattativa di mercato (col Verona per Iturbe?) Tanti i nodi da sciogliere, insomma, anche se l’impressione è che gli azzurri siano talmente attaccati al loro ex gioiello da decidere di aspettare. «Calcisticamente siamo innamorato di lui – dice il ds Carli confermando, di fatto, l’ipotesi– ma la decisione spetta al Milan e non a noi».
I rinforzi. Ma, ovviamente, la questione dell’attaccante e del fantasista non sarà l’unica a dover essere affrontata. L’Empoli, infatti, ha bisogno di rinforzi per affrontare il massimo palcoscenico calcistico nazionale e ne ha bisogno nel senso più stretto del termine. Ovvero c’è bisogno di aumentare la forza fisica e anche l’altezza media della squadra. E in questo senso sarà orientata la campagna acquisti che prevede interventi in tutti i reparti. Ma, viste anche le partenze dei prestiti, è facile ipotizzare che un occhio di riguardo sarà riposto anche sul centrocampo, dove il tasso tecnico è piuttosto elevato, ma a livello di quantità c’è solo Moro, che peraltro non è un gigante, in grado di offrire garanzie sotto il profilo della pura interdizione.
@DavidBiuzzi
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