Il presidio
Carli guarda già avanti «Ecco l’Empoli che vorrei»
Dalle grandi emozioni della promozione ai primi progetti di mercato
EMPOLI. No, non è un perdente di successo. L’etichetta rischiava seriamente di restargli appiccicata addosso dopo aver perso 8 finali alla guida del settore giovanile (5 per lo scudetto e 3 del Viareggio) e 1 (i playoff della scorsa stagione) da quando è il responsabile tecnico della prima squadra. Ma la pazza, fantastica, indimenticabile notte di venerdì scorso ha travolto tutti e tutto, compreso questo dato. Marcello Carli, il direttore sportivo dell’Empoli, è un vincente. Uno degli eletti che ha portato l’Empoli in serie A al pari di Silvano Bini, Fabrizio Lucchesi e Pino Vitale.
«Ma in realtà – spiega il direttore – non mi sono mai sentito addosso il peso delle sconfitte. Per una realtà come la nostra arrivare alle finali nazionali vuol dire aver vinto. E anche l’anno scorso, se penso da dove eravamo partiti, aver giocato la finale contro il Livorno era una grande vittoria».
Quindi se fosse andata male sarebbe stato lo stesso?
«No. Anzi, è l’opposto. Non andare in serie A quest’anno sarebbe stata una tragedia per me. Mantenere questo fantastico gruppo di lavoro sarebbe stato impossibile ed era giusto che arrivasse il premio per quello che è stato fatto negli ultimi due anni. Forse anche per questo gli ultimi mesi li ho vissuto male».
Questo successo corona anche il suo di lavoro.
«Quando sono entrato in carica, due anni fa, la situazione era difficile sotto tutti i punti di vista. Quello che abbiamo fatto, ma tutti insieme e non io da solo, ha dell’incredibile visti i campionati e anche i milioni di utile, ben 8, raggranellati sul mercato».
Come è stato possibile?
«Perché abbiamo fatto l’Empoli e quando l’Empoli fa l’Empoli i risultati arrivano».
Però vincere il campionato vendendo i pezzi pregiati non è certo una cosa comune?
«È vero. Durante l’estate abbiamo perso due fuoriclasse,Regini e Saponara, ma avevamo cercato di aumentare la qualità della rosa e sapevamo di avere un buon gruppo».
Quando ha capito che sarebbe stato da serie A?
«Dopo 7 o 8 partite ho capito che potevamo giocarcela fino alla fine. Poi la svolta è stata dopo Lanciano, quando abbiamo perso una partita incredibile e, per la prima volta, anche il 2º posto. Lì poteva finire tutto, invece c’è stata una reazione pazzesca, tanto che poi abbiamo perso solo a Cesena e a causa di un episodio. In quel momento allenatore, staff e giocatori sono stati fantastici a gestire il momento».
Eppure, sul mercato di gennaio, proprio in extremis le era sfuggito dalle mani il rinforzo Missiroli.
«Altro momento cruciale. Pensavo che avrebbe potuto darci una mano, ma non è andata. Fortunatamente c’è stato l’esplosione del Verdi, per merito del ragazzo e dell’allenatore, e alla fine non solo abbiamo vinto ma abbiamo anche risparmiato 2 milioni».
Cosa le rimarrà in mente di questa promozione?
«Tante cose. Di sicuro mi ha sorpreso la reazione di Empoli, con tutta quella gente allo stadio e, la notte, una piazza piena di entusiasmo e d’amore. Personalmente è stato bello vedere le facce dei miei amici, a Colle Val d’Elsa, quando sono andato al bar a fare colazione. Ero felici per me e questo mi ha emozionato».
Qualche lacrima?
«Confesso, sì. Credevo di essere un burbero, invece...».
E ora?
«E ora, come dice Sarri, l’abbiamo fatta grossa. Ci attende un’impresa titanica, perchè la serie A è un altro mondo. Ci serviranno l’incoscienza e la pazzia di quella notte al casello dell’autostrada, quando incontrari per la prima volta Sarri e decidemmo di affrontare insieme questa avventura».
Parliamo di mercato?
«Stiamo cominciando ad analizzare la situazione proprio in questi momenti. Noi, considerati 2 giocatori in scadenza e 4 prestiti, siamo in 18 ed è la situazione ideale per cominciare a operare. Però tutto partirà dopo le comproprietà».
Rugani resterà?
«C’è stato un mezzo discorso con la Juve. Ovviamente non posso promettere niente, ma ho fiducia che possa restare».
E Laurini?
«È un giocatore importante, vogliamo che resti. Siamo disposti anche a riscattarlo, ovviamente se la richiesta del Carpi sarà equa».
Mario Rui e Barba?
«Anche loro fanno parte del progetto. Spero che coi rispettivi club (Parma e Roma, ndr) si possa trovare l’intesa per il rinnovo. La stessa soluzione che vorrei per Rovini con l’Udinese».
Altro caso scottante: Maccarone.
«Parleremo con la Samp entro la fine della settimana e cercheremo, insieme, una soluzione per tenerlo. Vogliono Mchedlidze in cambio? A dire il vero non me l’hanno mai chiesto».
Verdi?
«Ha avuto una crescita incredibile nel finale di stagione ed è un giocatore che piace tantissimo sia a me che al mister. Dobbiamo capire, però, come andranno le cose nella comproprietà fra Torino e Milan. Se ci saranno i margini, però, ci proveremo».
Saponara?
«È un ragazzo a cui siamo tutti profondamente legati. Però credo che per lui tornare qui non sia la soluzione migliore».
Quanti acquisti ha messo in conto?
«In linea di massima 2 difensori, 2 centrocampisti, 1 o 2 centrocampisti offensivi e 1 punta. Ma in linea di massima».
L’identikit?
«Giocatori giovani e affamati. I nuovi Giovinco e Marchisio, in pratica, anche se quella stagione non andò bene».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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