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Il ds Carli annuncia il ricorso del club «Però basta errori»
Il dirigente esclude la possibilità di multare il ragazzo «La punizione l’ha già avuta, ora diamoci una calmata»
EMPOLI. La doccia fredda arriva subito dopo pranzo, praticamente a rischio congestione. E, infatti, poco ci manca. Poco ci manca quando, leggendo il comunicato ufficiale numero 63 della Lega di serie B, si scopre che Daniele Croce ha preso tre giornate tre di squalifica per l’espulsione rimediata venerdì scorso nell’anticipo con l’Avellino. «Per avere – si legge nel documento firmato dal giudice sportivo, l’avvocato Emilio Battaglia – al 40’ del secondo tempo colpito con una gomitata al volto un calciatore avversario». Ma basta arrivare alle due righe sottostanti per accorgersi che qualcosa non va. Tre giornate, infatti, se le prende anche Nadarevic del Bari «per avere, al 35’ del secondo tempo, con un pallone non a distanza di giuoco (testuale, ndr) trattenuto la gamba di un avversario mordendolo all’altezza della coscia».
Un morso a palla lontana, insomma, vale un tentativo (maldestro e sicuramente da punire) di liberarsi dalla ripetuta trattenuta di un avversario (Angiulli, per la precisione, che a non a caso ammonito, nella stessa azione, dal pur non brillante direttore di gara). Una sperequazione evidente. Abbastanza evidente da far decidere la società per un ricorso. «In realtà – sottolinea il direttore sportivo Marcello Carli – l’idea iniziale, cioé prima di conoscere l’entità della squalifica, era quella di lasciar perdere perché il giocatore ha comunque sbagliato. Viste le tre giornate, però, sicuramente faremo ricorso. Studieremo le carte e lo presenteremo il prima possibile, proprio perché l’azione di Croce, che peraltro è un giocatore di una correttezza esemplare, si è svolta in un contesto di gioco. Detto questo, ribadisco che l’errore del ragazzo c’è tutto».
Pensate di multarlo?
«La punizione, per lui, è la squalifica e anche la consapevolezza di aver creato un danno a se stesso e alla squadra. Finora Croce e tutti gli altri hanno avuto un comportamento esemplare, quindi non è il caso di pensare a certe cose. Basta che non si ripetano».
Ricorso a parte, insomma, l’ordine è quello di darsi una calmata?
«Assolutamente sì. Nelle ultime uscite ci è capitato troppo spesso di giocare in inferiorità. E, in generale, l’Empoli è una squadra che deve pensare a giocare, non a litigare. Siamo dove siamo, cioé in alto, perché ce lo siamo conquistato con consapevolezza, grinta ma anche leggerezza. E possiamo restarci solo continuando così».
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