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Cerretese quasi in salvo ma perde il dg Marradi
Dopo 23 anni di militanza (con svariate mansioni) il dirigente sbatte la porta «Prendo questa decisione dopo aver dovuto subire l’ennesima prevaricazione»
CERRETO GUIDI. La Real Cerretese battendo il Maliseti con un acuto del solito Benvenuti, stavolta imbeccato da un assist di Colangelo, è quasi uscita dal tunnel dei playout. Una partita gestita senza particolari patemi nel segno di una buona condizione generale.
Si è trattato del sesto risultato utile consecutivo per la squadra di Simone Panzani che ha ritrovato la giusta rotta dopo un mese di gennaio da dimenticare (un solo punto conquistato e nessun gol segnato). Restano ovviamente altri esami da superare nelle ultime cinque giornate, in particolare gli scontri diretti contro Signa e Zenith, ma il clima nello spogliatoio di zona Caracosta adesso si è fatto decisamente più sereno.
Fanno da contraltare a questa positiva situazione tecnica le clamorose dimissioni del direttore generale Enrico Marradi che saranno inoltrate ufficialmente oggi alla società presieduta da Riccardo Palatresi. «Comunico di essere stato costretto a dimettermi da ogni incarico ricoperto in seno alla Real Cerretese – afferma l'oramai ex dirigente del sodalizio biancoverde– tale decisione è scaturita dall'ennesimo atto prevaricatorio perpetrato dal signor Mauro Allegri (vice presidente e direttore sportivo della società, ndc) il cui atteggiamento è stato in pieno appoggiato dai vertici societari. Finisce qui, dopo 23 anni di onorata e gloriosa militanza, la mia avventura in biancoverde».
Enrico Marradi ha seguito una tradizione di famiglia dedicandosi alle più svariate mansioni, da dirigente della formazione Juniores a segretario, da direttore sportivo ad addetto stampa, da guardalinee ad accompagnatore della prima squadra, fino all'ultimo incarico di direttore generale. Profondo conoscitore delle carte e dei regolamenti federali, a dicembre aveva preparato il ricorso vincente contro una maxi-squalifica inflitta a Benvenuti permettendo all'attaccante di tornare in campo con un mese di anticipo. Ora questo finale non proprio tutto rose e fiori.
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