Il Tirreno

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La maledizione morde l’Empoli

di David Biuzzi
La maledizione morde l’Empoli

Al Castellani proprio non va: l’ennesimo gol di testa incassato costa la partita e non solo

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EMPOLI. Gli spogliatoi, il maxi-schermo dietro alla porta lato nord, l’impianto audio: è tutto, o quasi, nuovo di zecca. Ma non basta. No, al Carlo Castellani urge, al più presto, la visita di un sacerdote (di quale religione, poi, importa poco). O forse un esorcista. Già, perché la maledizione colpisce ancora e, anzi, stavolta colpisce ancora più forte. Fa male, come la testata di Izzo che, al 12’ della ripresa, decide - a favore degli altri - una delle partite più brutte giocata dall’Empoli negli ultimi 18 mesi. Basta dare un’occhiata ai numeri: possesso palla praticamente pari a quello degli irpini, 2 soli tiri nello specchio della porta in 95 minuti. La notte per alimentare il sogno, insomma, si trasforma in un incubo. Con una sconfitta (la seconda interna e la seconda del 2014) e anche 2 espulsioni a carico (Laurini e Croce). Invece che costruirsi i suoi trionfi in casa, insomma, gli azzurri stanno dilapidando sul proprio campo quello che costruiscono fuori.

A tutta birra. La gara inizia subito in salita, tra l’altro, anche se con un copione comunque annunciato. L’Avellino, cioé, gioca con grandissima aggressità, in un 4-3-1-2 corto e che, a livello fisico, unisce forza e rapidità. Il che, tradotto, significa che per l’Empoli trovare spazi diventa subito difficile. Anche perché Moro, in avvio, paga la lunga assenza per infortunio, Maccarone sbaglia molto e Verdi si muove bene senza palla ma finisce per sbagliare sistematicamente la scelta o l’esecuzione del passaggio. Resta qualche spunto di Croce, che però ha il demerito di divorarsi una clamorosa palla gol al 10’, la spinta di Mario Rui e poco altro. Però la truppa di Sarri accetta il duello e, intorno al 30’, il fisiologico calo dei biancoverdi riporta la bilancia dalla parte dei padroni di casa. L’unico problema, che alla lunga risulterà pesante, è che gli azzurri si fanno innervosire dalle provocazioni (verbali e non) degli ospiti. Che da un contesto simile hanno tutto da guadagnare, essendo peggiori sotto il profilo della qualità, e così andrà a finire.

Brutta ripartenza. Anche perché, stranamente, dopo aver chiuso bene la prima parte l’Empoli non ha l’impatto atteso sulla ripresa. Giochicchia, ci prova, con senza grande ritmo e con un numero di errori nel passaggio insolitamente alto (merito, ma solo in parte, dell’Avellino e degli accorgimenti di Rastelli). E se gli azzurri non vanno a mille, si sa, diventano una squadra normale. Con luci ma anche ombre. Come quella, sempre più scura, del gioco aereo. Al 12’, infatti, Ciano mette dentro un corner e Izzo rifila l’ennesima dolorosissima capocciata alla difesa (come sempre schierata a zona). Sembra incredibile, infatti, ma l’Empoli nel 2014 ha preso gol solo così, di testa. Lo scatto d’orgoglio di Big Mac (13’) fa pensare a una buona reazione, ma al 18’ l’eccessivo di generosità di Laurini costa il secondo giallo (giusto il secondo, da rivedere il primo) al terzino francese e per l’Empoli si fa durissima. Pucciarelli, in campo per Verdi, entra benissimo ma Tavano spara a salve sul suo assist (22’) e la sfida resta aperta solo perché dietro Tonelli e Rugani (questo è davvero da nazionale) le prendono tutte. Servirebbe il colpo per centrare un’altra impresa, ma non è serata (tipo Pescara o anche quella più fresca di Siena). Come appare lampante al 40’, quando Croce (uno dei migliori) sbraccia in un duello con Angiulli) e finisce fuori per rosso diretto (che può pure starci, un po’ meno che l’Avellino commetta più falli e chiuda con 6 ammoniti ma 11 uomini...). Così i danni di questo tonfo si faranno sentire anche a Modena.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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