Cambiare o no? L’Empoli s’interroga anche sulla tattica
Con meno rapidità il 4-3-1-2 rischia di diventare prevedibile ma resta il miglior sistema per esaltare Tavano e Maccarone
EMPOLI. Non siamo ai livelli dell’amletico «essere o non essere?», ma anche in casa Empoli (con tutto il dovuto rispetto per il genio di Shakespeare) una domanda comincia a farsi insistente: cambiare o non cambiare? Cambiare modulo, per essere più precisi, visto che fra colpi di sfortuna e appannamento (probabilmente fisiologico) il dolce sapore della vittoria manca dall’ultima sfida del 2013 e, più in generale, sono stati solo 2 gli acuti (proprio come le sconfitte) nelle ultime 10 giornate di campionato.
Perché sì. Soprattutto fra il popolo azzurro, insomma, comincia a serpeggiare qualche dubbio sul 4-3-1-2. Il modulo sul quale l’Empoli ha costruito le sue fortune ma che è pure quello universalmente riconosciuto come il più difficile da applicare. In effetti, in linea generale, è un vestito che Sarri ha cucito addosso ai suoi in 14 mesi di strepitosi successi e che, effettivamente, pare calzare a pennello. È vero, però, che non appena si registra un minimo calo di rapidità - d’azione e di pensiero - rischia di diventare anche prevedibile. Quello, forse, che sta succedendo nell’ultimo periodo. In attesa dei giorni migliori, insomma, Sarri potrebbe optare per un ricorso al 4-2-3-1 o al 4-4-2 (moduli, peraltro, che ha sempre applicato in carriera) ipotizzando scelte simili a quelle riportate nelle tabelle pubblicate in alto. Cambiare per sorprendere, insomma, in attesa di tempi migliori per torna al caro vecchio “rombo”.
Perché no. Ma cambiare non è sinonimo di successo e, anzi, comporta dei rischi. L’Empoli gioca allo stesso modo dall’ottobre del 2012 e i risultati - ma anche la qualità del gioco - dicono che il sistema scelto da Sarri è quello giusto. Togliere punti di riferimento al gruppo, insomma, potrebbe essere un elemento di disturbo più che un aiuto. Inoltre c’è un punto fondamentale da mettere a fuoco. Proprio Sarri ha sempre spiegato di considerare questo sistema di gioco il più adatto per mettere nelle condizioni migliori i due assi del suo attacco, Tavano e Maccarone. Proprio sui loro gol e le loro giocate gli azzurri hanno costruito gran parte dei loro successi e proprio ai loro gol e alle giocate sono legati quasi tutti i sogni di gloria. Col ricorso al 4-2-3-1, ad esempio, uno dei due dovrebbe spostarsi su una fascia, ma con l’età che avanza difficilmente avrebbero la possibilità di farsi valere anche nella fase di non possesso. Con il 4-4-2, invece, il rischio è quello di “schiacciarli” troppo contro le difese avversarie favorendo chi deve controllarli.
La soluzione. L’impressione, tirando le somme, è che l’Empoli non cambierà la strada vecchia per quella nuova. Perché non può prescindere dalla sua coppia-gol, intanto, ma anche perché i dubbi sul modulo sembrano più interferenze esterne (il tam tam di alcuni tifosi sui social network, ad esempio) che una reale sensazioni del tecnico. Proprio Sarri, però, ha già dimostrato di non essere un integralista del modulo, ma anche gli inviti alle serenità di questi giorni (di tecnico, ds e bomber) fanno pensare che sarà ancora il 4-3-1-2 il vestito da indossare.
@DavidBiuzzi
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