Italia
L’ordine del presidente «Empoli, non pensarci più»
Corsi non nasconde l’amarezza per il ko di Latina ma si sforza di guardare avanti «Fare dietrologia non ci porta da nessuna parte, ripartiamo dalle cose buone»
EMPOLI. Brucia. Sì, anche il giorno dopo. La sconfitta di Latina resta indigesta, c’è poco da fare. D’altra parte lasciarci le penne allo scadere è già poco piacevole di per se, ma diventa ancora più difficilmente sopportabile quando la partita - dopo il gol di Tavano - sembrava indirizzata in tutt’altro modo.
Ma così è il calcio. E il bello, o il brutto, è che non c’è neanche troppo tempo per la dietrologia. Dietro l’angolo, infatti, c’è sempre un’altra partita. E, nel caso dell’Empoli, la Partita - sì, proprio quello con la lettera maiuscola - visto che il prossimo avversario si chiama Palermo. Per questo, insomma, è obbligatorio voltare pagina. Come sottolinea il presidente Fabrizio Corsi.
«L’amarezza c’è – sottolinea – perché la sconfitta è arrivata in un finale in cui sembravamo avere la partita in mano. Ci è già capitato, peraltro, a Reggio Calabria e a Terni. Ma il campionato è questo, c’è poco da fare».
Quindi?
«Quindi bisogna guardare avanti. Piangersi addosso è un esercizio che non ci porterà da nessuna parte. Ripartiamo da quanto di buono è stato fatto contro un avversario di valore come il Latina, perché se parliamo di ko immeritato è implicito che qualcosa di buono è stato fatto, e pensiamo alla partitissima col Palermo».
Lo vede come uno scontro diretto per la serie A o no?
«La vedo come una partita importante e difficile. Più in là non guardo. Non voglio e non posso guardare».
Pensa ancora alla salvezza?
«Penso che dovremo essere bravi a restare attaccati al treno che conta fino alle ultime 7 o 8 giornate. Quando poi, per caratteristiche, potremo avere dei vantaggi».
Però l’altro ieri, anche se per pochi minuti, l’Empoli era addirittura a +5 sull’Avellino?
«Ma non avrebbe significato niente anche se fosse finita così. Questo è un campionato molto equilibrato, verso l’alto. Le squadre dai 33 punti in più sono tutte buone e ora è difficile anche andare a giocare sui campi delle pericolanti. Noi, ad esempio, a Latina non siamo stati brillantissimi, ma abbiamo pagato errori difensivi che di solito non commettiamo. Basta poco, insomma, per cambiare le sorti di una partita».
Ma visto questo equilibrio, e che il mercato è ancora aperto, non c’è l’idea di piazzare un altro colpo sul mercato?
«Ad oggi non è un’ipotesi concreta, ma a livello teorico può anche darsi. Voglio dire che resteremo vigili fino alla fine e che, se capiterà l’occasione giusta, cercheremo di coglierla. Noi siamo assolutamente soddisfatti dei nostri ragazzi, questo sia chiaro, ma ovviamente tutto è migliorabile e se ci sarà da mettere in ciliegina sulla torta proveremo a farlo. In settimana, infatti, il direttore Carli tornerà a Milano per vedere che aria tira e non escludo di poterci fare una scappata pure io».
È spuntato il nome di Brienza, c’è qualcosa?
«È un ottimo calciatore. Ma non ci sono discorsi in questo senso. Ne penso che ci siano le basi per intavolarne con l’Aalanta. Missiroli? Nulla di nuovo».
@DavidBiuzzi
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