Il presidio
I segreti della spada azzurra per forgiare baby-campioni
L’ex Nazionale Valentina Landucci ha dedicato la società all’amica scomparsa «Spero di dare ai miei allievi un terzo di quello che suo padre Antonio ha dato a me»
MONTELUPO. Città della ceramica, ma anche trampolino di lancio per giovani schermidori. A Montelupo è presente da tre anni la scuola Asd Luciana Di Ciolo, intitolata alla memoria della figlia del maestro nazionale Antonio Di Ciolo, coach della scuola pisana che ha regalato tanti talenti alla nazionale italiana. Un bel progetto realizzato da Valentina Landucci, ex atleta di spada "azzurra", oggi residente a Limite coi figli e il marito. La società, che conta oggi oltre 30 iscritti ed ha sede nella palestra dell'istituto scolastico "Baccio da Montelupo", ha ottenuto da poco l'affiliazione alla Federazione.
«Il progetto della scuola di scherma Asd Luciana Di Ciolo - racconta la fondatrice Valentina Landucci - va avanti grazie a tanti amici che come me credono nello sport come mezzo di crescita per i ragazzi. È nato con l'obiettivo di creare un ambiente aperto a tutti quelli che volevano condividere la passione per la scherma e oggi abbiamo una trentina di iscritti». Un lungo percorso quello di Valentina Landucci nella scherma iniziato molto presto. Ma soprattutto un grande rapporto umano col maestro nazionale Antonio Di Ciolo, con cui ha condiviso tanti anni di carriera. «Penso di essere stata fortunata - prosegue Landucci - all'età di sette anni ho incontrato Di Ciolo, che capendo la mia natura timida è riuscito a farmi crescere. Quando a 14 anni vinsi il mio primo titolo italiano e lui non era presente alla gare mi preparò una bella sorpresa. Venne sotto casa mia insieme alla moglie e mi regalò un mazzo di fiori dicendomi, parole testuali, “meno male che non volevi gareggiare...”». La scuola fondata da Valentina è intitolata alla figlia di Di Ciolo, prematuramente scomparsa. «Antonio conosceva benissimo il rapporto che avevo con la figlia Luciana e viene spesso a trovarci a Montelupo. È sicuramente un modo per dare il suo appoggio al progetto. Recentemente abbiamo avuto anche un incontro con Salvatore Sanzo che ha presentato il suo libro nella sede del consiglio comunale di Montelupo e ha incontrato i nostri ragazzi. Con Sanzo siamo cresciuti insieme ed è rimasta una grande amicizia». Intanto l'attività dell'Asd va avanti con entusiasmo. «Abbiamo bambini che fanno le gare di fioretto e spada, ma durante l'anno i ragazzi vengono anche portati a fare scherma a Pisa alla scuola di Di Ciolo. Ringrazio inoltre la Pubblica Assistenza di Montelupo che ci presta spesso il pulmino per gli spostamenti». Ma non manca nemmeno nella carriera di Landucci un aneddoto che riguarda da vicino la campionessa olimpica Valentina Vezzali. «Ho iniziato con il fioretto arrivando nelle prime quattro ai nazionali - conclude - ma anche allora il primo posto era sempre occupato dalla Vezzali. Poi ho proseguito con la spada e i risultati sono stati ottimi. Sono entrata nel giro della nazionale giovanile a 14 anni e ci sono rimasta fino a 20. Poi una crisi personale, sommata alla morte della mia amica Luciana, mi hanno fatto allontanare dalla palestra per molto tempo. Ho ripreso dopo tre anni e allenandomi duramente sono riuscita a tornare a partecipare alla Coppa del Mondo. Penso che se ai miei allievi riuscissi a trasmettere solo un terzo di quello che Antonio ha dato a me, e mi riferisco soprattutto al lato umano, sarei l'insegnante più felice del mondo».
Marco Fani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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