Il Tirreno

Empoli

L’Empoli si spegne ancora sul più bello

di David Biuzzi
L’Empoli si spegne ancora sul più bello

Lo squillo dell’ex Coralli, gli episodi ma anche una delle più brutte esibizioni del 2013 costano imbattibilità interna e primato

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EMPOLI. Il dolcissimo Natale dell’Empoli sembra già un lontano ricordo. Santo Stefano, infatti, diventa amaro, amarissimo. Come un’Epifania anticipata con gli azzurri sommersi da un carico di carbone. Succede probabilmente al di là dei demeriti della truppa di Sarri, che perde imbattibilità interna e primato nel giorno meno atteso, ma succede soprattutto per i demeriti della truppa di Sarri - sembra assurdo, in effetti, ma è proprio così - che regala un tempo agli avversari e, quando si sveglia, inciampa nel solito problema dell’ultima parte dell’anno solare: la poco concretezza.

Opachi e impacciati. Ma andiamo per ordine. In partenza, infatti, ci sono le responsabilità di Tavano e soci. Perché la stessa squadra che aveva fatto a fetta il Novara, sabato scorso, in pochi giorni si trasforma in una compagine lenta e impacciata. Che ha poche idee e persino confuse. Che per i primi 15 minuti resta addirittura a guardare il Cittadella, con Bassi che ci mette una pezza al primo squillo, di Gasparetto, e il grande ex Coralli che, dopo poco, ringrazia a modo suo per il premio e la bella accoglienza ricevute: palla in fondo al secco, senza esultare come promesso, e veneti avanti. Con oltre 75’ da giocare non sarebbe neanche una montagna da scalare, ma il problema vero è che l’Empoli non c’è e continua a non esserci. Al 25’, addirittura, il parziale dei tiri in porta recita 0-3 e il primo squillo arriva al 38’ con Maccarone. La frazione, poi, si chiude con un tentativo di Rugani: poco, decisamente troppo poco.

Avanti... di pancia. Nella ripresa lo scenario non cambia moltissimo, ma cambia. L’Empoli non s’illumina d’immenso come nella poesia (“Mattina”) di Ungaretti. Però accende il cuore e si spinge in avanti più con la pancia che con la testa. Migliorano Valdifiori e Croce, cresce in maniera esponenziale Big Mac, mentre la difesa tiene sulle poche ripartenze ospiti. Dagli altri arriva solo qualche sprazzo, è vero, ma tanto basterebbe per costruirsi almeno il pari. Già, basterebbe ma Di Gennaro compie almeno tre interventi importanti (tutti su Maccarone, non a caso...), Mchedlidze e Tavano non sparano proprio e l’espulsione di Mario Rui per un fallaccio su Minesso, al 38’, fa il resto.

La direzione. Un’espulsione che ci sta, sia chiaro, ma che cozza contro il resto della direzione di gara di Cervellara. Basta considerare che il Cittadella compie la bellezza di 27 falli e chiude la gara con 11 uomini in campo e solo 3 ammoniti. L’Empoli, invece, in rapida successione si vede espellere anche l’intero staff dalla panchina. In più ci si mette l’assistente Romina Santuari che, nell’azione decisiva, compie non uno ma due errori grossolani: il corner non c’era perché Rugani libera in fallo laterale e l’azione era viziata da un netto fuorigioco di Coralli in partenza. Un vero pasticciaccio brutto, insomma. Ma l’Empoli, uno dei peggiori dell’intero 2013, deve prendersela soprattutto con se stesso. Perché, ancora una volta, spreca l’occasione di allungare (vince solo il Palermo) e scavare un solco. Ma, visto che non è la prima volta, viene logico pensare che, almeno per ora, questo gruppo non sia pronto per riuscirci.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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