Il presidio
in casa degli azzurri»IL PROTAGONISTA
EMPOLI. Per 48 ore ha faticato a mandare giù l’amaro calice. Quelle occasioni non sfruttate contro il Cesena e, soprattutto, lo 0-0 finale sono state dure da mandare giù (anche al Tirreno aveva...
EMPOLI. Per 48 ore ha faticato a mandare giù l’amaro calice. Quelle occasioni non sfruttate contro il Cesena e, soprattutto, lo 0-0 finale sono state dure da mandare giù (anche al Tirreno aveva raccontato tutta la sua amrezza). Ora, però, Massimo Maccarone ha voltato pagina.
Pensa al Novara, al ritorno a casa (è nato a Galliate, meno di 10 chilometri di distanza). Dove lui e l’Empoli saranno chiamati a riprendere la marcia e, soprattutto, a farlo tra diverve difficoltà. «Proprio perché è una partita insidiosa – spiega l’attaccante – dobbiamo prepararci bene. Come e se possibile ancora meglio del solito. Troviamo un avversario in crescita, che sta uscendo da un brutto periodo, ma non possiamo e non vogliamo fermarci dopo quello che ci è capitato nelle ultime due gare».
Cosa vi è capitato?
«La fotografia l’ha scattata Sarri. Il mister, parlando con noi, ci ha detto che in due partite abbiamo costruito la bellezza di 11 palle gol, concedendone 1 sola e tornando a casa con 2 pareggi».
E tanta amarezza...
«Contenti non siamo, è ovvio. Però siamo soprattutto consapevoli che, giocando così, le vittorie arriveranno di sicuro».
A Novara, però, oltre al solito Moro mancherà anche Valdifiori e là in mezzo non sarà semplice.
«Moro e Valdifiori sono due grandi giocatori, su questo non ci sono dubbi. È chiaro che si tratta di assenze importanti, inutile girare intorno ai discorsi, però c’è Signorelli che sta facendo sempre meglio, come è normale che sia quando si gioca con continuità, e abbiamo anche altri assi da calare sul tavolo».
Cioé?
«Ad esempio c’è Castiglia che si sta ritagliando sempre più spazio, ma anche Ronaldo offre tutte le garanzie del caso. Finora ha avuto poco spazio e capisco che lo conosciate poco, ma lavorando con lui tutti i giorni possono assicurarvi che è cresciuto moltissimo. Ormai si è inserito alla perfezione nel meccanismo e se il mister sceglierà di farlo giocare sono sicuro che sarà pronto. Ci sono tutte le premesse, insomma, per non temere né la sfortuna delle ultime settimane né le assenze».
E a lei che effetto fa giocare praticamente a casa?
«Beh non è una partita come le altre, questo è chiaro. Ma non è neanche la prima volta che mi capita».
E nella passata stagione, nei playoff, ha pure lasciato il segno, tanto che non tutto il pubblico la prese benissimo.
«Ma non perché feci gol. Il fatto è che quando il Novara salì in serie A erano uscite voci sulla possibilità che io andassi lì a giocare. In realtà, invece, non c’è mai stata nessuna trattativa, ma alla fine venni fuori che sarei stato io a rifiutare. Lo stesso è successo questa estate con l’Avellino».
@DavidBiuzzi
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