Il Tirreno

Empoli

Il tecnico si auto-esonera ma non lascia il gruppo

di Alessandro Marmugi
Il tecnico si auto-esonera ma non lascia il gruppo

Il Piaggione non ingrana e, dopo ben 7 anni, Neri lascia la guida a suo padre e si mette a disposizione solo ed esclusivamente come giocatore della rosa

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EMPOLI. Com’è difficile stare in panchina. Già, per un calciatore non poter scendere in campo e dover restare ai margini guardando gli altri lottare è sempre un’ agonia. Ma non pensate che sia più semplice per un allenatore che deve guidare i suoi ragazzi, o che deve aiutarli ad uscire dalle difficoltà. Lì, seduto su “quella panchina calda come il sole, con un freddo gelido quasi polare”, come canta Gianni Morandi. E così, a volte, arriva il momento in cui, almeno per un po’, bisogna dire “no mas”, basta. È quello che ha fatto Enrico Neri, mister del Piaggione, che dopo sette anni alla guida della squadra empolese (un titolo vinto e tante finali conquistate) ha deciso di appendere (temporaneamente) la lavagna tattica al chiodo, lasciando la panchina nelle mani del padre Giuseppe. Non certo un addio visto che mister Neri, pur dimettendosi dalla carica di allenatore è rimasto in squadra nelle vesti di giocatore. Una scelta singolare arrivata per due motivi: «È stata una decisione sofferta – spiega Neri – ma era necessaria per dare una scossa ai ragazzi. Stiamo vivendo un momento negativo ho visto che non c’era più lo spirito combattivo di un tempo, e ho deciso di lasciare la panchina tornando a fare soltanto il giocatore. Sicuramente è finito un ciclo, c’è bisogno di una piccola rifondazione che è già iniziata. L’altra motivazione è che in questo momento la nostra rosa a livello numerico è decisamente corta, quindi avere un giocatore a tempo pieno in più, può essere di grande aiuto. Anche se il periodo è un po’ così, il gruppo è molto compatto e ci impegneremo ancora di più fino alla fine del campionato». Così sabato scorso Neri ha fatto il suo nuovo debutto esclusivamente da giocatore (visto che quest’anno era già sceso altre volte in campo) e le emozioni sono state tante. «È stata una gara tranquilla, ma è un po’ strano sentire la frase “Enrico vai a scaldarti”. Quando mi hanno detto di prepararmi per entrare, ho detto che mi sembrava un po’ presto, mancava ancora mezz’ora alla fine, una frase decisamente da allenatore». A schierarlo, durante la sfida contro Lo Strettoio Pub, il padre Giuseppe, il nuovo mister, uno di famiglia in tutti i sensi visto che da sempre è al seguito della squadra come dirigente. «Direi che lo promuovo a pieni voti – dice ridendo Enrico – i ragazzi hanno dato tutto in campo, lo hanno seguito. Purtroppo è arrivata una sconfitta, ma abbiamo comunque fatto una buona partita, quindi posso ritenermi decisamente soddisfatto».

Coppa Toscana. Ultimo Turno che sorride alle squadre di casa nostra, che sono tutte riuscite a portare a casa la vittoria. Importante vittoria per l’Agraria Ercolani che ha espugnato il campo dei campioni in carica del Franco Polacci col risultato di 3-2. Con lo stesso risultato vincono anche Le Cerbaie sul Via Nova (conquistando il primo posto nel girone e il conseguente passaggio ai quarti). Successi in rimonta per 2-1 sia per la Ferruzza contro l’Usap e per La Fonte contro il San Donato. Pass per i quarti di finale anche per il Gavena che perde 2-1 col Campiglia ma passa il turno in virtù dell’acuto (3-1) della gara d’andata.

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