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L’entusiasmo di Castiglia «Orgoglioso dell’Empoli»
Il centrocampista si sta ritagliando sempre più spazio dopo un avvio complicato «Giocare e allenarsi in questa squadra è bello, l’obiettivo? Battere il Cesena»
EMPOLI. Un passo alla volta, ma tutti rigorosamente in avanti. È la storia di chi, nell’Empoli, è arrivato per ultimo, ma che piano piano si sta ritagliando il suo spazio. Si tratta di Luca Castiglia, il centrocampista arrivato dalla Juventus (dopo l’ultima stagione consumata con la maglia del Vicenza) proprio negli ultimi giorni di mercato.
Ci ha messo un po’, complice un piccolo problema muscolare, ad entrare negli occhi di Sarri, ma nelle ultime settimane è diventato uno dei “titolari aggiunti” dell’Empoli. Uno di quelli, cioé, che spesso (e volentieri) viene chiamato in causa in corso d’opera. È subentrato, infatti, nel corso delle ultime 7 partite e, che ci crediate o no, è già una conquista. «E infatti – spiega Castiglia – sono contento, molto contento. Non è mai facile arrivare in un gruppo che si è già formato quindi sono soddisfatto di aver recuperato il terreno perso ed essermi ritagliato uno spazio».
Farlo in una squadra organizzata come l’Empoli, poi, deve essere ancora più complicato.
«Lo è. Molti dei miei compagni sono insieme dallo scorso anno. Giocavano a memoria già sei mesi prima che arrivassi qua».
E ora che ne fa parte anche lei cosa pensa?
«Sono sincero, sono orgoglioso di far parte di questa squadra, orgoglioso di essere uno dell’Empoli».
Addirittura?
«Può sembrare una dichiarazione azzardata, lo so, ma è la verità. Anche perché in carriera non mi era mai capitato di lottare per un obiettivo importante come questo».
Chi arriva qui di solito dice che è pure divertente giocare nell’Empoli.
«È vero, ma non solo. È divertente anche allenarsi nell’Empoli. O meglio, è bello, davvero molto bello. Tutti vanno a mille all’ora, i big come i giovani, c’è un’intensità pazzesca. Senti che sta costruendo qualcosa, in sostanza».
Qualcosa che potrebbe anche essere...
«No, non ci casco. Siamo primi e ci stiamo bene. Oltretutto esserlo dopo 17 turni significa qualcosa. Però il campionato è ancora talmente lungo che può succedere di tutto e, quindi, non ha senso pensare a qualcosa che non sia la prossima partita».
Anche perché non sarà facile.
«Tutt’altro. In serie B non esistono partite facile. Puoi farle sembrare se sei perfetto come è capitato a noi con Lanciano e Spezia, ma non sempre si può esserlo».
Un passo alla volta, insomma, ma sempre in avanti. Proprio come fa Castiglia.
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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