Gli applausi del capitano «Empoli forte e maturo»
In attesa del rientro Moro promuove la prova della Sarri-band a Crotone «Abbiamo avuto la personalità di imporre il nostro gioco su un campo difficile»
EMPOLI. Un infortunio lo ha trasformato da capitano a capitano-non giocatore. Ma quella fascia, quella dedicata agli amati Dream Theater, Davide Moro ce l’ha sempre al braccio. Come se fosse tatuata sulla pelle.
Tanto che, in qualche modo, ha voluto esserci anche a Crotone. Non fisicamente, come ovvio, visto che era stato appena dimesso da Villa Stuart, ma con il cuore e con la testa era lì, allo Scida, mentre assisteva alla gara dalla tv approfittandone anche per eseguire i primi esercizi di riabilitazione prescritti dal professor Mariani dopo l’intervento al legamento collaterale del ginocchio. «Un dolore pazzesco – assicura il mediano – ma bisogna farlo. Meno male che a rendere tutto più facile ci ha pensato l’Empoli. Certo mi è rimasto un pizzico di rammarico per non aver vinto la partita, ma anche a Crotone la prestazione è stata ottima».
In effetti, tolti i primi venti minuti della ripresa, l’Empoli ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco.
«E non è poco. Forse non siamo stati brillanti come ci era capitato contro Lanciano e Spezia, ma solo ai videogame si può pensare di giocare sempre in quel modo. Invece abbiamo avuto la personalità di andare a imporre il nostro calcio su un campo difficile e contro un avversario che sta facendo cose egregie. Un altro segnale di maturità e di forza».
Come una squadra che è prima in classifica e che prima vuol restare fino alla fine.
«Ma in questo campionato è impossibile fare previsioni a lungo raggio. L’importante, ora, sarebbe arrivare con più punti possibile al giro di boa, ma l’unico modo per riuscirci è restare sempre concentrati sulla prossima partita. Prepararla e affrontarla come se fosse quella decisiva. Sotto col Cesena, insomma, che è una buona squadra e venderà cara la pelle».
Lei ci sarà?
«Allo stadio penso proprio di sì. Ci sarò già domani (oggi per chi legge, ndr) per iniziare il lavoro di riabilitazione vero e proprio insieme allo staff».
E quando la rivedremo in campo?
«I tempi di recupero sono quelli indicati prima dell’intervento: dopo la sosta».
Sosta benedetta.
«Assolutamente sì. Anzi, chiederò se è possibile portarla a un mese e mezzo per perdere meno partite».
Ma manca più l’Empoli a Moro o Moro all’Empoli?
«Sicuramente a Moro manca l’Empoli. Manca, cioé, la possibilità di dare una mano ai compagni, di correre e rincorrere per te e per gli altri. Sentirsi importante, insomma. Tutto questo, lo ammetto, mi manca e mi manca pure molto. Non so, però, quanto il discorso valga anche al contrario. Perché il nostro è un gruppo solido, unito, dove tutti sanno quello che devono fare e tutti riescono a farsi trovare pronti al momento opportuno. Succede a chi è con noi da anni, ma anche a chi è appena arrivato e si è subito integrato. Giochi chi giochi, insomma, non c’è problema. Siamo tutti importanti».
E nessuno indispensabile?
«Beh, quei due ragazzotti la davanti, Ciccio e Big Mac, io preferisco sempre averli...».
@DavidBiuzzi
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