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Empoli

Signorelli suona il rock «Mai pensato di andar via»

di David Biuzzi
Signorelli suona il rock «Mai pensato di andar via»

Il centrocampista venezuelano racconta perché ha rinnovato con l’Empoli «Decisivi la fiducia di Sarri e l’unione del gruppo, l’obiettivo? Continuando così...»

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EMPOLI. È rock, Franco Signorelli. È rock come la chitarra “suonata” insieme a Pucciarelli dopo il gol del fantasista al Lanciano, è rock come l’Empoli che viaggia a tutta velocità in testa alla classifica. È rock come la parole, non banali, che pronuncia dopo aver rinnovato il contratto con gli azzurri, portandolo alla nuova scadenza del 30 giugno 2016, prolungando una storia (non d’amore, ma poco ci manca) iniziata quando era poco più di un ragazzino che giocava “nei peggiori sui campetti di Caracas”, tanto per prendere il prestito lo slogan di un famoso spot.

«Sono contento di aver rinnovato e spero lo sia anche la società. Trattativa lunga? Non c’era molta preoccupazione. Da parte mia non c’è mai stata l’intenzione di andarmene. Dovevamo solo trattare a metterci d’accordo. Sui soldi, ovviamente, perché siamo professionisti e contano, ma non solo».

In effetti lei ha sempre parlato di voler sentire la fiducia.

«Sì, è un punto fondamentale. Se ho firmato, insomma, è perché la sento. E in questo caso devo ringraziare soprattutto mister Sarri. Il tecnico mi ha sempre fatto sentire la sua stima, a parole e coi fatti, e già dal suo primo giorno di lavoro cui. Gli devo molto, in questo senso. E cerco di ripagarlo mettendomi sempre a sua completa e totale disposizione».

Come adesso che deve sostituire capitan Moro?

«Sì, il punto è proprio questo. Nel senso che io e Davide abbiamo caratteristiche diverse. È chiaro che non posso diventare, di colpo, uno bravo e rubare i palloni come lui. Cerco di adattarmi il più possibile, è chiaro, ma anche di far valere le mie doti nel palleggio in fase di possesso palla».

Anche recentemente Sarri ha parlato spesso di lei come di un elemento sotto-stimato.

«Non so esattamente a cosa si riferisse, ma lui è uno che legge tutto e ascolta tutto. Di sicuro, ripeto, la sua stima è stata decisiva per la mia scelta. Oltre, naturalmente, a quella della società che il rinnovo me lo ha proposto».

Mancano i compagni...

«Che, invece, forse andrebbero messi al primo posto della lista. In questo gruppo si sta talmente bene, siamo talmente amici, che è dura pensare di andare da un’altra parte».

Qualcosa si era intuito da quella strana esultanza con Pucciarelli dopo il gol al Lanciano.

«Siamo compagni di camera e ne avevamo parlato la sera prima: se segna uno dei due festeggiamo, insieme, mimando il gesto di chi suona la chitarra. Lui ha segnato e l’abbiamo fatto. E, ora, quel gesto spero di ripeterlo spesso».

Per accompagnare l’Empoli fino a...

«L’Empoli deve fare più punti possibile e farli in fretta. Dobbiamo e vogliamo arrivare a quota 51, alla salvezza, al più presto e poi continuare a divertirci...».

Cioé?

«Sono 4 anni, ormai, che gioco il campionato di serie B. E lo conosco abbastanza bene per capire che è sbagliato porsi obiettivi che possono trasformarsi in pressioni. Il cammino è talmente lungo che, prima o poi, arriva anche un momento negativo. Noi speriamo che non succeda, è chiaro, ma se dovesse capitarci sarà importante sapere reagire bene».

E come?

«Continuando a lavorare come stiamo facendo».

Allora è il lavoro il vostro segreto?

«Certo. Ci alleniamo con grande intensità perché abbiamo capito che questo, poi, ci aiuta durante le partite. Fatichiamo, ma divertendoci. E se continueremo così rischiramo di combinarla davvero grossa...».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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