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Empoli

L’Empoli delle meraviglie nato... a un casello dell’A1

di David Biuzzi
L’Empoli delle meraviglie nato... a un casello dell’A1

Dall’incontro notturno (il primo) fra il ds Carli e il tecnico Sarri lungo l’autostrada a 180 minuti (gli ultimi di campionato) di calcio stellare e il primato in solitario

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EMPOLI. Un incontro nella notte a un casello dell’autostrada. Roba da amanti clandestini, che cercano di trovarsi lontano da occhi indiscreti - e soprattutto quelli dei rispettivi o compagni o compagne che siano - per scambiarsi qualche ora d’amore, di passione. Ma questo, però, è un incontro diverso. Un appuntamento per parlare di calcio, andato avanti per ore. Perché ne parliamo? Perché è nato così, esattamente così, l’Empoli delle meraviglia. Da un faccia a faccia - il primo dei tanti - quasi carbonaro fra il direttore sportivo Marcello Carli e il tecnico Maurizio Sarri. Quello che ha fatto scoccare la scintilla.

La decisione. La storia risale al caldo giugno del 2012. Caldo in senso climatico, ma non solo. L’Empoli, reduce dal drammatico playout contro il Vicenza, aveva appena preso per i capelli la salvezza, ma pochi giorni aveva perso prima l’allenatore, Aglietti, poi il deus ex machina, il dg Vitale. E non se la passava meglio Sarri, tirato per la giacca - suo malgrado - nel primo processo per calcioscommesse (roba incredibile a conoscere la persona...) e uscito a testa altissima con un’assoluzione con formula piena. Fra il azzurri il presidente Corsi, che aveva persino annunciato la volontà di farsi da parte, affidava il compito di ricostruire a Marcello Carli. Che puntò dritto su Baroni, attuale tecnico del Lanciano. Sembrava fatta, ma dopo una giornata di mercato, a Milano, il ds capì che la Juve avrebbe liberato malvolentieri, e tardi, il suo all’epoca allenatore della Primavera e tirò fuori il coniglio dal cilindro: Sarri. Lo chiamò e fissò un incontro immediato: «Se vuoi ci vediamo intorno a mezzanotte al casello di Scandicci dell’A1 e ne parlaimo».

Lungo l’A1. A Sarri andava bene. Tanto che, ma qui siamo nel campo delle ricostruzioni, arrivò in netto anticipo. Di sicuro quando l’auto con Carli e il segretario Calistri uscì dal casello lui era lì, fuori dalla sua auto, con la compagnia della sua fedele compagna di vita: la sigaretta. E di sigarette, rivelò poi Carli, ne fumò decine nelle successive tre ore. Quelle dell’incontro che ha “concepito” l’Empoli forse più bello di sempre. «Dopo 10 minuti – sempre parole del direttore sportivo –avevo capito che era l’uomo giusto per noi. Come mai? Per più di un motivo: la competenza, la passione, la “fame”, l’entusiasmo. Tutto quello che sto cercando». Il tempo di informare il presidente Corsi, insomma, organizzare un incontro a tre e pochi giorni dopo, il 25 giugno, Sarri firma e diventa, ufficialmente, quello che, sostanzialmente, era già dopo quel breefing lungo l’A1: il nuovo allenatore dell’Empoli.

L’autostrada per... Con una partenza tutta in salita, che ora sembra lontana anni luce. Eppure dopo quelle 9 giornate maledette (4 pari e 5 sconfitte) proprio la “scintilla” scoccata quella notte, più il lavoro sul campo di Sarri e del suo staff, fanno decidere Carli (e, ovviamente, Corsi) per la conferma. Così il progetto prende forma, sostanza. Passa dalla finale dei playoff perduta o, ora, da 180 minuti di calcio stellare (quelli contro Lanciano e Spezia)e dal primo posto in solitario. Per arrivare dove? Il sogno è sempre quello. Trasformare l’autostrada in una scala per il paradiso. Sì, la “Stairway to heavn” dei Led Zeppelin.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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