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L’Empoli trasforma il calcio in poesia
Sublime l’azione che porta al primo gol, straordinaria la prestazione che vale successo e sorpasso ai danni del Lanciano
EMPOLI. Il calcio, a volte, sa essere così sublime da diventare quasi poesia. Succede di rado, è vero, ma succede. Al Castellani il fenomeno si materializza al minuto numero 10 di una partita bellissima (almeno per 70 minuti). Cioé quando Maccarone prende palla sulla trequartista avversaria e, di tacco, serve Verdi. Il trequartista, rilanciato da Sarri (che, e questo per fortuna succede frequentemente, non sbaglia una mossa) affonda dentro la difesa degli ospiti e, ancora di tacco, restituisce la palla a Big Mac. Lui, l’anima dell’attacco, arriva come un treno ma ha la tecnica e la freddezza per saltare di netto Amenta (il dribbling è talmente netto che il difensore finisce per travolgere un compagno), arrivare a guardare negli occhi Sepe e trafiggerlo con un tocco morbido. Un’azione pazzesca, da urlo. Che raccontiamo in un tutto il suo svolgimento perché fotografa alla perfezione la prova dell’Empoli. Sublime anche quella, proprio come una poesia.
Il bello del calcio. Come accennato, infatti, quella del Castellani è una gara straordinaria, nel senso letterale della parole. Basta pensare che finisce con ben 21 angoli (11-10 per gli azzurri), occasioni che piovono ad ogni momento (i due portieri, non a caso, risultano fra i migliori in campo) e due squadre che onorano il calcio cercando sempre di giocarla, la palla, e di giocarsela, la partita. Alla fine l’Empoli la vince, anzi la stra-vince, perché ha più qualità (soprattutto nel reparto avanzato) e più gamba. Perché Sarri, come accennato, sceglie il momento più opportuno per ripresentare Verdi da titolare dopo 7 partite (ultima volta ad Avellino), perché il gol - quello da favola che vi abbiamo descritto prima - di Big Mac interrompe un digiuno di un mese e mezzo e 8 partite (ultimo squillo alla 5ª col Padova) e mette le ali al bomber che agguanta il mitico Castellani al secondo posto della classifica dei migliori realizzatori di sempre a quota 61 centri. Il primo, invece, è Tavano, che continua a scrivere la storia e a ritoccare il suo record (ora siamo a 102). Nell’Empoli di oggi, insomma, giocano i due marcatori più prolifici di sempre. E i frutti, sul campo, si vedono.
Il resto della truppa. Ma stavolta l’Empoli trova tanto anche dagli altri interpreti. A partire da Bassi, che piazza tre prodezze decisive sul parziale di 1-0, per continuare con un terzetto di centrocampo che ha un’intensità pazzesca. E questo, con il contributo del fantasista Verdi, diventa determinante. Già, perché il Lanciano gioca a testa alta - e fa un figurone - per quasi 70 minuti. Ma, alla lunga, viene letteralmente travolto dalla truppa di Sarri che, semplicemente, fa tutto con più qualità e più rapidità d’azione. Quasi come una sfida di boxe con due pugili che tengono la guardia abbassata, o comunque bassa, e pensano solo a colpirsi il più forte possibile. Bene, i pugni migliori li sferra l’Empoli e, fatalmente, al tappeto finisce il Lanciano. Un ex capolista non per caso, la truppa di Baroni, una capolista non per caso, oggi, l’Empoli di Sarri. Già, perché una squadra che riesce a trasformare il calcio in poesia non può che stare lassù, tanto in alto da toccare il cielo (e il paradiso) con un dito.
@DavidBiuzzi
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