Il doppio ex Riganò «Io voto Tavano»
Il centravanti applaude il ricord di Ciccio e il gioco di Sarri
EMPOLI. «Sinceramente, e lo dico perché ho avuto modo di conoscerlo bene, credo che Ciccio Tavano possa puntare a segnare almeno altri cinquanta gol nell'Empoli». Parole di un centravanti di razza come Christian Riganò che a 39 anni suonati non ha ancora perso il vizio del gol e la voglia di giocare a pallone. Milita in Prima Categoria alla Settignanese e lavora nel settore giovanile del club fiorentino di stanza a Coverciano. Proprio Riganò fu uno dei maggiori artefici della cavalcata di Tavano alla soglia dei venti gol in serie A nella stagione 2005/2006, culminata poi con un'incredibile salvezza per la formazione allenata dal subentrante Gigi Cagni.
In quella stagione Riganò si sacrificò molto, mettendo al primo posto la sua esperienza e la capacità di sfornare assist per i compagni. E molti di quei gol hanno contribuito quest'anno a Ciccio Tavano di arrivare a diventare il bomber di sempre nella storia dell'Empoli. «Da professionista – ricorda Riganò – non ebbi il minimo problema a mettermi a disposizione della squadra. Segnai comunque 5 gol, ma la soddisfazione più bella fu proprio quella di aver dato modo, in particolare a Tavano, ma anche a Vannucchi, Almiron e altri, di poter andare a rete. Non giocavamo un calcio spettacolare, ma in quel contesto era congeniale per come era costruita la squadra. La salvezza fu un bel traguardo. Cosa penso del record di Tavano? È un calciatore fantastico. Ha ancora tanta voglia di segnare».
Riganò sarà un doppio ex nella sfida che metterà di fronte domani sera l'Empoli allo stadio Liberati contro la Ternana. Nel club umbro ha vissuto una breve parentesi nel campionato 2008/2009. «Quell'anno – prosegue il bomber – non avevo fatto la preparazione ed ero un po' indietro. Avevo parlato chiaramente con la società, ma poi non ho mai capito il motivo per cui non giocassi praticamente mai. Ho comunque bei ricordi della città e dei tifosi. Molti mi chiedevano come mai non venissi impiegato, ma purtroppo non potevo dargli quelle risposte».
Riganò segue ancora oggi, a distanza, le gesta degli azzurri. «Mi piace molto il gioco di Sarri – ammette – e quando posso guardo sempre in tvi gli azzurri. Ricordo ancora Empoli come un ambiente familiare in cui mi sono trovato veramente bene. E mi auguro il massimo per loro, visto che da sempre, e anche questo campionato non sta facendo eccezione, fanno un grande lavoro con i giovani. Poi avere davanti Maccarone e Tavano fa la differenza. Come vedo la gara di Terni? È un campo complicato, visto che anche la Ternana gioca un bel calcio. Sarà una bella sfida, anche se l'Empoli ha qualità importanti».
Riganò continua ancora oggi a giocare a livello dilettantistico segnando valanghe di gol. «Sto bene – dice – e ho ancora voglia di giocare e di stare in un gruppo. Ecco perché ho voluto proseguire e sinceramente non so ancora quando smetterò». Recentemente il suo nome è balzato alle cronache nazionali per non essere stato ammesso al supercorso per allenatori a Coverciano. «Colgo l'occasione per voglio puntualizzare bene la questione – conclude l'ex bomber azzurro – Riganò non vuole e non chiede favori da nessuno. Semplicemente non ho potuto partecipare non avendo il punteggio idoneo per entrare in graduatoria. Ovviamente è una situazione che mi ha fatto riflettere, visto che non avendo alle spalle centinaia di presenze tra serie A e serie B vengo penalizzato, così come succede a tanti miei ex colleghi. Credo che i criteri possano essere rivisti e credo anche che il meccanismo introdotto per il recupero dei punti della patente di guida possa essere applicato anche in questo caso, ovviamente nelle forme opportune, ad esempio con dei corsi integrativi».
Non manca, infine, un caloroso in bocca al lupo all'Empoli. «Il gruppo è forte – conclude Riganò – e io ho ancora nel cuore tanti compagni di allora. Tra l'altro giocano ancora oggi in azzurro Pratali e Moro, oltre ovviamente a Tavano, di cui ho splendidi ricordi. E magari a breve prenderò la macchina e verrò al Castellani a vedere una partita. Mi fanno ancora entrare, giusto?».
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