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Tutto l’Empoli è ai piedi di sua maestà Cicciocentus
Il presidente Corsi lo coccola elogiandolo come professionista e come uomo «Almeno finché ci sarò io lui resterà sempre con noi, anche dopo aver smesso»
EMPOLI. «È scontato, lo so, forse anche banale ma è così: Ciccio è uno di noi e le sue vittorie, i suoi trionfi, sono i nostri». Fabrizio Corsi, presidente dell’Empoli, quel Ciccio, che poi sarebbe Tavano, nella sua ultraventennale esperienza al timone del club lo ha visto arrivare, crescere, partire e tornare.
E ora che è diventato Cicciocentus, perché 100 sono i gol segnati con la maglia dell’Empoli, se lo coccola come e più di sempre. «Siamo orgogliosi di lui e di quello che fatto – spiega il massimo dirigente – era già da tempo nella storia dell’Empoli, ora si è garantito un posto eterno. Se anche altri, e mi auguro che sia così, arriveranno a un traguardo simile, infatti, Ciccio sarà sempre e per sempre stato il primo a riuscirci. È giusto, se lo merita».
Perché, secondo lei, lo merita?
«Perché ci ha accompagnato in momenti esaltanti. Con lui, e coi suoi gol, abbiamo vinto campionati, ci siamo salvati in A. Ha lasciato il segno nel drammatico playout col Vicenza e l’anno scorso, abbiamo cullato un grande sogno sempre grazie alle sue prodezze. Vi basta?».
Qual è il primo gol che le viene in mente pescando in mezzo ai 100?
«Vi sorprendo, perché non è un gol. È quell’incredibile azione a San Siro, contro l’Inter (nel 2003, ndc), che permise a Rocchi di segnare e a noi di collezionare una delle nostre tre vittorie al Meazza».
A livello umano chi è Ciccio Tavano?
«Un ragazzo speciale. È un ragazzo timido, introverso. Nel nostro ambiente familiare ha trovato il clima giusto per dare il meglio di se stesso. Il suo carattere particolare gli ha impedito, secondo me, di imporsi nei grandi ambienti, come avrebbe meritato, ma qui da noi, come a Livorno, lui si sente a casa e da il meglio. Nel corso degli anni, poi, è cambiato molto».
In che senso?
«In meglio, ovviamente. Oggi Tavano si sente la maglia dell’Empoli cucita addosso ed è diventato maniacale nel lavoro. Ricordo un episodio, nel 2002, quando tornò in auto da Caserta direttamente allo stadio per l’allenamento. Ovviamente si fece subito male e, da quel giorno, non ha mai più commesso un’ingenuità del genere».
Però continua a far gol...
«E non solo. Con Ciccio, ormai, c’è un rapporto speciale. Quando parlo con lui è un rapporto fra dirigenti, non fra presidente e giocatore. Proprio nei giorni scorsi gli dicevo che i giovani del nostro attacco (Pucciarelli, Mchedlidze e Shekiladze, ndr) possono imparare tanto vedendo i suoi movimenti in campo. E lui mi ha ricordato che aveva fatto esattamente la stessa cosa con Di Natale».
Un mezzo dirigente, insomma.
«Una cosa è sicura: finché ci sarò io Tavano resterà all’Empoli fin quando lui lo vorrà. Anche dopo aver smesso di giocare».
È un regalo per i 100 gol?
«È quello che si merita. L’Empoli ha due priorità: salvarsi e valorizzare i giovani. E Tavano, così come gli altri senatori del gruppo, ci sta aiutando in tutti e due i sensi».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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