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Dopo 230 giorni Pratali ritrova il suo “incubo”
Il difensore torna al Castellani e pesca il Varese, la squadra con cui si è fatto male «È strano, ma se dovesse ricapitare la stessa azione non mi tirerei indietro»
EMPOLI. Stesso teatro, lo stadio Carlo Castellani, stesso avversario, il Varese. In mezzo, però, un “viaggio” di 230 giorni (esatti) affrontati con una valigia carica di sentimenti contrastanti: dal loro dolore alle speranza, dallo sconforto all’orgoglio. Sono stati 7 mesi e mezzo (poco meno) particolari, insomma, quelli di Francesco Pratali.
Lui, il Pampa, è tornato giocatore a tutti gli effetti solo la scorsa settimana, consumando il suo ritorno (in panchina) a Reggio Calabria. Ma per uno strano scherzo del destino, che stavolta si è “travestito” da calendario, il suo ritorno sul luogo del delitto - cioé dove si è procurato il grave infortunio che ha rischiato di farlo smettere di giocare - avverrà proprio con l’avversario di allora. Il 2 marzo scorso, giorno dell’incidente, c’era il Varese a ostacolare la rincorsa di Sarri. E il difensore azzurro si procurò la frattura del bacino - con la pesante aggiunta della lesione dei legamenti - cercando di salvare sul lanciato Martinetti. Operazione perfettamente riuscita (e, peraltro, determinante ai fini della vittoria), ma a un prezzo salatissimo. «Eppure – dice Pratali – se sabato ricapitasse la stessa azione io farei la stessa cosa, non ho dubbi. Anche a costo di rimetterci davvero la carriera».
Beh, anche a marzo ci è andato vicino...
«Alcuni dottori me l’hanno proprio detto: “non tornerai”. Ma fortunamente quelli dei quali ho fiducia mi hanno sempre spiegato il contrario».
Che effetto le fa ritrovare il Varese?
«A pensarci è un po’ strano, è vero. Però poteva esserci qualsiasi altra squadra».
E tornare al Castellani?
«Intanto questo dipende dal mister. Io sono a disposizione, ma non so se troverò posto fra campo e panchina. Comunque sono pronto a tutto. Anche se, lo ammetto, il giorno che tornerò davvero a giocare una partita sarà sicuramente particolare».
Intanto, a Reggio, è andato in panchina.
«Ed è stato bello. Bello tornare in ritiro, bello tornare a respirare quell’atmosfera che solo una partita può regalarti. Peccato solo per il risultato. Quando abbiamo pareggiato, con quel bel gol di Pucciarelli, ero sicuro che avremmo vinto. Noi ci credevamo, loro avevano paura. E invece...».
E invece ora c’è da rialzare la testa contro il Varese.
«Ci proveremo, questo è sicuro. Così come siamo certi del fatto che servirà, da parte nostra, una prestazione sopra le righe. Il Varese è una squadra che negli ultimi anni ha fatto i playoff, perdendo pure una finale, e li ha persi all’ultimo turno, come nello scorso campionato. È abituata a lottare per il vertice, insomma, e infatti ha allestito un buon organico».
Con Pavoletti che segna a raffica...
«Non mi stupisce. È bravo. E un po’ mi fa pure piacere visto la brutta disavventura in cui è incappato lo scorso anno per colpa di uno spray. Ovviamente, però, faremo di tutto per farlo rimanere all’asciutto. E non solo lui. Il Varese è molto pericoloso, soprattutto sulle palle inattive e noi ci stiamo lavorando più del solito proprio per cercare di disinnescarli».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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