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La maledizione di Sanremo colpisce anche Cavallini

La maledizione di Sanremo colpisce anche Cavallini

Il pilota costretto a fermarsi nella 55ª edizione del prestigioso rally ligure «Forse è destino che qui non possa mai raccogliere troppe soddisfazioni»

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CERRETO GUIDI. Non ha sortito l'effetto auspicato, la nuova partecipazione di Tobia Cavallini e Sauro Farnocchia al Rallye Sanremo.

La 55ª edizione della prestigiosa gara sul ponente ligure, corsa a bordo della Ford Fiesta RRC del Team A-Style gommata Pirelli, ha segnato stop per Cavallini, che ha dovuto chiudere anzitempo l'avventura, per la rottura del cambio della vettura dell'ovale blu con la quale sinora aveva raccolto sempre piazzamenti da podio assoluto.

La gara di Cavallini e Farnocchia si era avviata peraltro bene, con un incoraggiante riscontro cronometrico sulla prova speciale di avvio. La seconda prova poi ha detto male, con una foratura provocata dall'urto contro una pietra in traiettoria che gli ha fatto perdere poco meno di due minuti.

Successivamente, il rally non è proseguito sotto una buona stella, problemi palesati alla scatola guida non hanno mai permesso di poter entrare nel vivo del confronto nonostante gli sforzi fatti dal team per ripristinare la Fiesta e dare la possibilità al pilota di giocarsela alla pari con il resto dei concorrenti. Cavallini era comunque riuscito a risalire nella top ten sino all'ottavo posto con premesse di un rush finale incandescente ma ha dovuto poi fermarsi per il bloccaggio del cambio dopo la settima prova speciale.

Ovviamente velato di una comprensibile amarezza il commento di Cavallini. «Che devo dire, sarà destino che io a Sanremo non devo avere soddisfazione – sottolinea il pilota – tutti noi tenevamo molto a questa gara e dopo il rientro e con i chilometri fatti nelle gare precedenti con la Fiesta, eravamo convinti di poter fare una bella prestazione, ben consapevoli di una concorrenza fortissima e di una gara molto dura e selettiva. Eravamo partiti bene e volevamo andare in progressione, ma purtroppo, la pietra trovata in traiettoria con conseguente foratura ed i problemi alla scatola guida risolti completamente solo nel "flexi service" di fine tappa, ci hanno attardato ma soprattutto non ci hanno permesso di entrare nel ritmo di gara. Nella seconda tappa volevamo provare a rimontare, ma purtroppo la rottura del cambio a fine Teglia ci ha tolto ogni velleità. Peccato – conclude Cavallini – perché anche la squadra ha fatto il possibile per metterci nelle migliori condizioni, ma si vede che questa non era proprio la gara giusta per noi. Adesso dobbiamo resettare e concentrarci al massimo per i prossimi impegni».

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