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L’Empoli vero per tornare in vetta

di David Biuzzi
L’Empoli vero per tornare in vetta

La sfida di Avellino è ricca di insidie e Sarri avvisa i suoi: «Dovremo stare sul pezzo per 90 minuti»

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EMPOLI. Nella tana del lupo, anzi dei lupi, per provare a riprendersi la vetta. Che, oggi, avrà certo un valore relativo, ma che resta pur sempre la poltrona più comoda sulla quale sedersi. L’Empoli ci proverà, insomma, ma ben sapendo che il posticipo del Partenio sarà pieno zeppo di trappole.

I motivi. L’Avellino, infatti, ha già dimostrato in questo scorcio iniziale di campionato di essere un cliente scomodo. Una squadra che corre, che lotta, che fa dell’aggressività il suo piatto forte. Snobbarla, insomma, sarebbe un errore gravissimo. L’Empoli, in realtà, finora è stato bravo a non cadere in trappole del genere. Ha affrontato il Palermo e il Carpi, ma anche il Trapani e il Siena, con lo stesso spirito e la stessa testa. E altrettanto dovrà fare oggi allo stadio Partenio.

La chiave. Se ci riuscirà, infatti, poi potrà mettere sul piatto quelle qualità in più che, indubbiamente, può vantare rispetto ai biancoverdi. Ma, appunto, per riuscire a colpire col fioretto sarà necessario prima impugnare la sciabola per duellare almeno alla pari con i padroni di casa.

Energie nervose. Un concetto che è ben chiaro a Maurizio Sarri. Il tecnico, infatti, non a caso presentando la sfida ha posto spesso l’accento sulle energie nervose. «Le sensazioni sono positive – ha spiegato – perché la squadra sta lavorando bene e la nostra condizione fisica mi sembra in crescita. Sotto il profilo organico le fatiche del derby contro il Siena sono state recuperate, ma solo il campo potrà dirci se lo stesso è avvenuto a livello mentale». E, come accennato, sarà un aspetto decisivo. «L’Avellino è una squadra forte – ha detto ancora Sarri – molto combattiva e molto aggressiva. Soprattutto in casa riesce ad esaltarsi e ad avere momenti arrembanti. Noi dovremo essere bravi a tenere botta in quei frangenti e, non appena possibile, riportare il match su un campo a noi più congeniale, quello del palleggio. Sarà necessario, però, stare sul pezzo per 90 minuti. Un black out di appena 10, con questo Avellino, potrebbe esserci fatale». Servirà una prova maiuscola, insomma, un po’ come accaduto contro il Siena. «Giocando in qualche modo – ha detto ancora Sarri – di punti ne arriveranno molti». Rispetto al derby, però, non ci sarà Moro («resta qui ad allenarsi, lo staff medico ha deciso così per farlo recuperare al meglio»), mentre il ballottaggio Verdi-Pucciarelli avrà un vincitore solo alla fine (ma l’ex milanista sembra in vantaggio). «Però in questo caso – ha chiosato il tecnico – non si può parlare di dubbio. Al contrario, si tratta di una certezza, perché parliamo di due ragazzi che stanno lavorando alla grande e sono sicuro che chiunque dei due giochi farà certamente bene». Certezze, insomma, come quelle relative alla classifica. «Che – ha confermato Sarri – ad oggi non è indicativo. Abbiamo fatto bene per 6 giornate, ma si nota in una certo modo solo perché sono le prime. In altri momenti della stagione risalterebbero bene. Quindi dobbiamo pensare a continuare così». L’ultima pensiero, invece, è stato per i trascorsi ad Avellino. «Me ne andai in estate – ha spiegato Sarri – perché non c’erano i presupposti per continuare con quella società. Rinunciai anche a un bel contratto, ma l’unico rammarico è per il pubblico, perché ce ne sono pochi caldi e appassionati come quelli del Partenio».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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