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Empoli

A Tavano manca poco per diventare Cicciocentus

di David Biuzzi
A Tavano manca poco per diventare Cicciocentus

Con il rigore conquistato e realizzato col Latina è arrivato a 95 gol in azzurro «Non vedo l’ora di tagliare il traguardo, però non deve diventare un’ossessione»

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EMPOLI. Michael Thomas, professione centrocampista, è entrato nella storia dell’Arsenal nel 1989, segnando il gol del 2-0 in casa dei Gunners che regalò lo scudetto ai londinesi. Un episodio reso immortale da “Febbre a 90’”, uno dei capolavori letterari di Nick Hornby, ma celebrato anche dal club che, per anni, sui biglietti dello stadio ha stampato proprio la foto di quell’incredibile rete. Ora, forse, anche l’Empoli farebbe bene ad attrezzarsi per qualcosa del genere. Non per un gol che vale un titolo, ahinoi, ma per una rete che, comunque, si sta avvicinando che avrà un peso specifico notevole (a prescindere dal fatto che possa determinare un risultato o meno).

L’altra differenza rispetto all’impresa di Thomas, però, è che riguarda un uomo, un giocatore, che nella storia del club azzurro c’è già. E pure con un ruolo da protagonista: Francesco Tavano. Già, perché Ciccio-gol ormai si sta per trasformare in Cicciocentus, perché 100 potrebbero diventare presto i gol realizzati con la maglia dell’Empoli. Il rigore conquistato e realizzato sabato scorso contro il Latina, infatti, lo ha proiettato a quota 95 (fra campionato, Coppa e spareggi vari) e lo storico approdo in tripla cifra è davvero vicino. Roba pesante, davvero. Soprattutto per chi si ricorda il ragazzino timido che arrivò nell’estate del 2001 per crescere alle spalle di un altro bomber particolarmente prolifico, un certo Totò Di Natale, e che alla fine di questa stagione, cioé già nel 2002, realizzò - nel match contro il Cosenza - il primo dei suoi tantissimi gol made in Empoli. Da allora di anni, e di reti, ne sono passate tante. Ma lui, Tavano, sotto tanti punti di vista è sempre lo stesso: identica è la confidenza con la rete, identica la cattiveria agonistica con cui la cerca (e, spesso, la trova). «Se me lo avessero detto nel 2001 – spiega il bomber più prolifico nella storia del pallone empolese – non c’avrei creduto. Un traguardo così importante, invece, ora è a portata di mano. Ci tengo a raggiungerlo il prima possibile, non posso e non voglio negarlo, ma a patto che non diventi un’ossessione».

Come celebrerà l’evento?

«A questo non ho proprio pensato. E nemmeno lo farò. Dietro l’angolo c’è una partita difficile come quella contro il Palermo e su questo dobbiamo restare concentrati tutti quanti».

Ma riesce a non pensarci?

«Se cominciate a chiedermelo tutti i giorni forse diventa più difficile. Ma, scherzi a parte, ci riesco bene. Perché comunque prima degli obiettivi personali vengono sempre quelli di squadra».

Che, proprio come lei, è partita decisamente bene.

«Quella contro il Latina è stata una buona prova, è vero, ma era solo la prima di campionato e non possiamo pensare di aver già fatto il nostro dovere. Ci aspetta una stagione lunga e difficile e già sabato, a Palermo, dovremo dare il massimo contro un avversario molto forte».

È già uno scontro diretto?

«Assolutamente no. Noi abbiamo altri obiettivi. Proprio come l’anno scorso vogliamo arrivare il prima possibile a 50 o 51 punti, poi alzeremo la testa e vedremo se ci sarà qualche obiettivo più importante a portata di mano. Ma, anche in questo caso, non deve diventare un’ossessione».

L’ossessione dell’Empoli, allora, qual è?

«Migliorarsi. Crescere giorno dopo giorno lavorando sodo sul campo».

La stessa ricetta, in pratica, che ha portato un ragazzino timido alle soglie dei 100 gol.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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