Un altro capolavoro dell’Empoli
Annienta il Vicenza e accorcia sul Livorno, ma l’impresa è “sporcata” dai tifosi di casa
EMPOLI. Another brick in the wall. Sì, è proprio un altro mattone nel muro. Come cantavano i Pink Floyd, nel loro capolavoro del 1979. E la citazione non è casuale, perché anche quello dell’Empoli - che costruisce un altro piccolo pezzettino del suo grande sogno - è un capolavoro. Un piccolo capolavoro calcistico, racchiuso in 12 minuti di un’intensità e di una bellezza paragonabili proprio a una canzone immortale passata nel mito della musica. Sarebbe, in verità, una sinfonia trionfale quella che va in scena al Menti. Ma, purtroppo, in qualche modo viene rovinata. O almeno sporcata, perché oltre alla storia del match, che dura il tempo di un amen o poco più, c’è da raccontare anche quella della rabbia dei tifosi di casa. Che monta gol dopo gol, che sale minuto dopo minuto, fino a sfociare in un cancello sfondato, un’invasione minacciata e una sospensione di 28 tristissimi minuti.
La valanga azzurra. La partita, come detto, si chiude in fretta. Il tempo di vedere che Maccarone ce la fa, che il Vicenza è schierato a specchio (Giacomelli trequartista nel 4-3-1-2 disegnato da Dal Canto) per giocarsela uomo contro uomo e di far esaurire una partenza indemoniata dei biancorossi. Per una manciata di minuti, infatti, il pressing dei padroni di casa è asfissiante, impossibile. Impossibile da superare, ma anche impossibile da portare avanti. Il castello di carte costruito dai padroni di casa, in sostanza, crolla al primo alito di vento, al primo necessario momento di pausa. Come il Vicenza tira il fiato, cioé, l’Empoli diventa padrone del campo. Non solo. Si trasforma in una sorta di valanga azzurra. Che, stavolta, non è lo squadrone italiano di sci ma un’autentica macchina da gol. Perché i tre tenori ci mettono lo zampino al 24’ (percussione di Saponara, assist di Maccarone e gol di Tavano:tutto molto facile, tutto molto bello) e, come spesso accade, quando entrano in scena loro non ce n’è per nessuno. Da lì in poi, infatti, è tutto un susseguirsi di gol. E sono tutti dell’Empoli. Con Tonelli che raddoppia di testa sfruttando uno schema da calcio d’angolo, Maccarone che cala il tris sfruttando un break (con imbeccata al bacio) di Saponara, Tavano che arriva a quota 21 chiudendo in modo splendido (controllo volante e lob) un’azione corale letteralmente strepitosa, e, infine, ancora Big Mac che completa l’opera grazie alla generosità di Tavano. Il Vicenza è travolto, tramortito. Il treno ormai lo ha travolto e, al 36’, il tabellone che segna 0-5. Con la curva biancorossa che “brontola” come una pentola a pressione che sta per scoppiare.
La sospensione. A poco vale il gol di Rigoni, allo scadere. Al ritorno in campo, infatti, il clima è caldissimo e, dopo 180 secondi, l’arbitro Giancola sospende la gara. I tifosi del Vicenza, infatti, sfondano il cancello e si portano dietro i cartelloni pubblicitari. Bremec e Martinelli provano a riportare la calma ma senza fortuna. La curva intona «tutti a casa» e servono 28 minuti di psico-dramma (a rimetterci uno steward, che rimedia un colpo che gli apre la fronte) per poter riprendere. In un clima surreale, ovviamente, e con una gara che non ha più niente da dire. Il Vicenza prende due legni, ma davvero non è più calcio, davvero non c’è più un senso.
Il sogno continua. A riportare il sorriso fra gli azzurri (intristiti quasi quanto i veneti) ci pensa la Ternana, che blocca il Livorno. Il sogno playoff, insomma, è sempre lì, a portata di mano. Serviranno altre due imprese, perché la strada resta complicata, ma l’Empoli, questo Empoli, può sognare perché fa sognare. Come i Pink Floyd.
@DavidBiuzzi
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