Il presidio
L’Empoli ora ha le spalle al muro
Un’insidia in più: battere il Cesena diventa obbligatorio per restare agganciati al treno dei playoff
EMPOLI. Con le spalle al muro. Già, che si ritrova l’Empoli che oggi, nell’insolito e poco gradito orario delle 12,30, affronta il Cesena al Castellani. Perché il Livorno ha vinto, il Verona ha dilagato e, per restare agganciati al treno, c’è un solo risultato possibile:la vittoria.
I motvi. Quanto di peggio poteva capitare, insomma. Ma d’altra parte quando insegui un sogno arrivano, per forza, momenti come questo. Momenti in cui c’è da dare tutto, anche perché gli avversari sono tanti: il Cesena, che Bisoli ha riassestato alla grande, e una pressione psicologica pazzesca. Tutta la B (tranne, appunto, Livorno e Verona) punta sugli azzurri. Ma il “tifo interessato”non basta e le responsabilità da portare sono pesanti.
La chiave. Bisogna fare uno sforzo e non pensarci, però.Perché l’Empoli questa partita può vincerla. A patto di giocarla da Empoli, però, Il che, tradotto, significa che serve più cattiveria, più sostanza rispetto a quanto visto nella sconfitta incassata al Picco.
Levan c’è. Dal campo, intanto, arrivano buone notizie: Levan Mchedlideze sta bene e ieri si è regolarmente allenato con i compagni. L’attaccante georgiano, venerdì aveva dovuto abbandonare la seduta a causa di un risentimento al polpaccio, ma fortunatamente però l’infortunio non è risultato grave. Oggi il giocatore oggi, sarà regolarmente in panchina mentre i protagonisti, in campo dal 1’, saranno quelli annunciati.
La carica di Sarri. «Stiamo vivendo un’ottima annata – spiega Sarri – non pensavamo di arrivare a questo punto della stagione con un punteggio così alto in classifica. Siamo un’anomalia, rispetto a altre squadre progettate per la promozione. Ora, però, ci siamo e dobbiamo pensare solo a vincere le prossime tre partite per poi giocarcela poi a Verona. I risultati delle avversarie? Saremmo stupidi a guardarli e a farci condizionare, e probabilmente anche se avessimo giocato in contemporanea, avremmo avuto a disposizione un risultato solo». Imperativo vincere, insomma, anche se il Cesena, secondo il mister, non verrà al Castellani a fare la comparsa. «Il Cesena è una squadra forte, sia a livello tecnico che a livello mentale – dice Sarri – il loro allenatore è un grande motivatore e anche se hanno una buona classifica non sono ancora salvi e verranno qui a cercare punti. Vedremo come imposteranno la partita, loro sono una squadra che cambia atteggiamento con grande facilità, possono sia chiudersi dietro che giocare una partita aperta, dovremmo usare la testa ed avere pazienza». E un’incognita da non sottovalutare è quella dell’orario. «Più che altro giocare a fine aprile all’ora di pranzo è un attentato al calcio – dice Sarri – uno dei tanti motivi per cui gli stadi tendono a svuotarsi. Fortunatamente il tempo dovrebbe essere clemente, non dovrebbe fare molto caldo, ma giocare in questo periodo dell’anno alle 12,30 è davvero rischioso. Non riesco a capire questa scelta, probabilmente le squadre di serie A si sono rifiutate di giocare a quest’ora. Per quanto riguarda la preparazione della partita – conclude Sarri – abbiamo deciso di non cambiare le nostre abitudini a parte, ovviamente, il giorno stesso della gara e ci siamo sempre allenati nel pomeriggio».
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