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Empoli

Braveheart-Tonelli «Non potevo stare fuori»

di David Biuzzi
Braveheart-Tonelli «Non potevo stare fuori»

A Brescia è tornato in campo con il naso frantumato e per lui è tutto normale «Si era fatto male anche Casoli ed eravamo rimasti in 9, non c’era altro da fare»

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EMPOLI. «In quel momento i miei compagni erano in 9, che altro potevo fare?». È Lorenzo Tonelli, l’eroe di Brescia, che parla. E, detto così, il suo rientro in campo nel recupero della sfida del Rigamonti sembra la cosa più normale del mondo.

In verità, però, bisogna fotografare bene la situazione. L’Empoli, infatti, aveva la partita in tasca (più che in mano) grazie ai sigilli di Saponara e Tavano (2); e, soprattutto, Tonelli aveva il naso letteralmente frantumato (è la traduzione non medica per la sua diagnosi: frattura microframmentata al setto nasale con profonda lacerazione dei tessuti interni) e il sangue dappertutto (persino sulla nuca). «Ma non ci ho pensato un attimo – precisa lui – c’era bisogno, visto anche l’infortunio di Giacomo (Casoli, ndr) uscito in barella, e mi sono ributtato nella mischia».

Non è stato semplice, però.

«Già, non volevano farmi rientrare. Prima per l’emorragia che non voleva fermarsi (e che non si è fermata neanche ora, ndr), poi per la maglietta che era ormai troppo sporca di sangue. Alla fine ho dovuto indossare quella che avevo usato nel primo tempo».

Ma con il dolore come ha fatto?

«Il dolore, nel momento del colpo subito da Picci, è stato assurdo. Credevo di morire, giuro. Non avevo mai preso un colpo del genere e spero di non riprenderne altri. Dopo le prima cure del fisioterapista Capaccioli e del dottor Caselli, però, ho subito pensato alla partita. Ripeto, ho visto che ervamo in 9 e volevo dare il mio contributo».

Eppure si giocavano i minuti di recupero e l’Empoli era avanti di 3.

«Ma in quei momenti non è che pensi a tutte queste cose. C’era da condurre in porto una vittoria importante ed ero concentrato esclusivamente su questo».

E, comunque, il colpo al volto di Picci non è stato l’unico che ha rimediato a Brescia.

«Non mi era mai capitato di prendere così tante botte in una partita. E pensare che alla fine del primo tempo mi è si avvicinato un uomo dello staff del Brescia che mi ha detto di buttarmi meno per terra...».

Ora come sta?

«Male, quasi peggio dell’altra sera. Ho ancora i tamponi nel naso perché continuo a perdere sangue, sono tutto gonfio e la testa mi scoppia».

Pensa di operarsi?

«Credo di sì. Mi dovrei fare la plastica lunedì, ma dobbiamo aspettare che l’emorragia si fermi e che la parte si sgonfi un po’. Ma qui è un continuo passare di dottori (padre e zio sono medici, ndr) che mi tengono costantemente sotto controllo».

E i tempi?

«Per guarire bene, a quanto mi hanno detto, 2 o 3 mesi. Per giocare, però, molto meno. Spero al massimo 3 settimane. Anche se dovrò allenarmi e giocare con la maschera protettiva. Anzi, in questi giorni andrò a farla».

Intanto si è guadagnato l’accostamento con Braveheart.

«Ho visto, ho visto. E, sono sincero, ho pure gradito. Ma, ribadisco, ho solo fatto il mio dovere. La squadra era in difficoltà, a livello numerico, e sono rientrato».

A livello di gioco, invece, a Brescia non siete quasi mai stati in difficoltà.

«L’abbiamo interpretata bene ed è arrivata una grande vittoria. Ora, però, guardiamo avanti. Ci aspetta un’altra battaglia, col Varese, e dobbiamo pensare a vincere quella».

Anche se stavolta Braveheart-Tonelli non potrà guidare le truppe....

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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