L’Empoli sull’ascensore per l’inferno
Il Castellani è terra di conquista anche per l’Ascoli, i tifosi s’arrabbiano ma la società (a sorpresa) va avanti con Sarri
EMPOLI. Sempre più giù, sempre più dentro al baratro. L’Empoli affonda nelle sabbie mobili dei suoi limiti e delle sue paure e il Castellani diventa terra di conquista anche per l’Ascoli. Un tonfo sonoro, più che preoccupante. Anche perché i limiti sono sempre gli stessi:gli errori difensivi, sempre più simili agli orrori, e i fantasmi che ormai hanno trovato casa nelle teste di molti giocatori.
In controtendenza. Problemi seri, insomma, problemi veri. Che, però, l’Empoli ha deciso di affrontare come nel calcio succede raramente. Ovvero confermando la fiducia a Sarri. Già, il tecnico resta in sella quando tutto faceva pensare a un esonero scontato. Invece un lungo incontro, iniziato addirittura nell’intervallo del match, fra il ds Carli e il presidente Corsi ha partorito questa scelta probabilmente coraggiosa, di sicuro in controtendenza rispetto alla realtà del pallone. Ora che, classifica alla mano, Empoli non si può certo definire un’isola felice, insomma, somiglia sempre più all’isola che non c’è. Qualcosa, comunque, il tonfo con l’Ascoli ha prodotto: intanto la squadra sarà al lavoro già da oggi pomeriggio, contrariamente a quanto previsto in un primo momento, con il giorno di riposo cancellato. Poi la partenza verso Lanciano, avversario di un prossimo match che a questo punto assume un’importanza strategica enorme, anticipata a giovedì.
Non cambiare per cambiare. Se nel Gattopardo tutto cambiava perché niente cambiasse, dunque, l’Empoli sceglie la strada opposta. Intanto, però, c’è da registrare il quinto ko stagionale che, purtroppo, somiglia maledettamente a quasi tutti gli altri. Ovvero gli azzurri che partono bene, mostrando anche più qualità del solito (e non solo perché in campo c’è Tavano) e sfiorando il gol con Maccarone (che timbra il palo al 6’, con una grande giocata, facendo subito intuire che il pomeriggio sarà poco fortunato). Ma anche gli azzurri che vanno sotto alla prima palla, o quasi, messa dentro l’area di rigore dagli avversari, al 35’. Un cross senza lento e prevedibile di Feczesin (figlio di un bel duetto Morosini-Loviso a centrocampo che taglia fuori troppo facilmente i due mediani azzurri) sul quale Dossena non esce, con Tonelli cincischia in maniera assurda sul secondo palo fino a farsi bruciare da Zaza che infila con un tocco sporco. Una mazzata. Che l’Empoli, però, finisce per accusare anche più del lecito. Si capisce subito, infatti, che la confusione regna. E, infatti, dopo altri 5 minuti ecco un altro pastrocchio clamoroso, con Romeo che concede il cross a Pasqualini e, soprattutto, ancora Tonelli che si lascia sovrastare da Feczesin. L’ungherese tocca addirittura col petto, ma tanto basta per trafiggere ancora Dossena.
Anche l’arbitro. L’Empoli, ora, è dentro il dramma con tutte e due i piedi. Ma inizia la ripresa con Cristiano per Tonelli e disegnando un 4-3-1-2. Nuova linfa, almeno per un po’, con Tavano che sfiora il gol (bravo Guarna)e l’arbitro Di Paolo che assegna il colpo di grazie alla Sarri-band ignorando un rigore gigantesco (con tanto di espulsione) di Peccarisi su Croce subito dopo il secondo legno di giornata timbrato stavolta da Valdifiori. Errore pesantissimo. Anche perché l’Empoli progressivamente si spegne e il resto lo fa Romeo facendosi cacciare ingenuamente e inutilmente al 36’. Così l’Ascoli ha il tempo e il modo per calare il tris, con Pratali che devia alle spalle del suo portiere un angolo di Loviso prolungato da Russo. E, stavolta, anche i tifosi perdono la pazienza. Con la squadra fischiata alla fine e contestata fuori dagli spogliatoi.
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