«Fa più male il silenzio della contestazione»
Il presidente dell’Unione club è preoccupato, mentre i giocatori non nascondono le difficoltà
EMPOLI. La pesante sconfitta interna contro l'Ascoli ha suscitato la contestazione di una cinquantina di supporter azzurri della Maratona che hanno chiesto fuori dallo stadio un incontro con la società. In primis con il presidente Fabrizio Corsi. Incontro che però non è avvenuto e i Desperados, presenti fuori dal Castellani, hanno riversato i loro dubbi e le loro paure sulla classifica dell'Empoli sui giocatori. Il primo a presentarsi è stato Mirko Valdifiori, che ha confessato ai tifosi di essere dispiaciuto per la situazione della squadra e che l'unico modo per uscire da questa situazione è quello di lavorare e restare uniti. Alla spicciolata poi sono usciti anche altri giocatori, come Romeo, espulso durante la partita: «Ho reagito per un fallo ingiusto fischiato a favore dell'Ascoli, ma non ho offeso il direttore di gara. Si è sbagliato». Amareggiato anche Renato Dossena: «Bisogna dare di più, capisco il malumore della gente». Amaro anche Vasco Regini: «Una delle gare più brutte da quando sono ad Empoli, si prende gol e affondiamo. C'è anche un fattore mentale che va risolto, dobbiamo iniziare a vincere o sarà dura». Tra i delusi anche il presidente dell'Unione club azzurri, Athos Bagnoli: «Mi dispiace che la maggior parte dei tifosi stiano zitti in questo momento delicato. È un silenzio assordante – sottolinea – che fa male. Da quando seguo l'Empoli di situazioni brutte ne ho viste tante ma nove gare senza vittoria sono dure da digerire e sono preoccupato da questa situazione».
Filippo Cioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
