Sarri inizia a disegnare l’Empoli
Il tecnico: «Le motivazioni e la determinazione saranno più importanti degli schemi»
EMPOLI. Motivazioni e determinazione. È questo il leitmotiv del primo giorno in azzurro di Maurizio Sarri. O meglio, delle sue prime dichiarazioni ufficiali da tecnico dell’Empoli visto hce l’investitura - con tanto di firma su un contratto annuale - risale alla settimana scorsa. Due parole, quelle sopra citate, che il tecnico aretino utilizza spesso durante la sua presentazione. L’idea, infatti, è quella di costruire una squadra da battaglia, arrembante. E le basi, ovviamente, dovranno per forza di cosa essere le motivazioni e la determinazione di chi la comporrà.
Le motivazioni. Intanto, di motivazioni, sembra averne tante proprio lui, Sarri. «Sono qui con lo spirito di chi torna in B dopo due anni in Lega Pro. È una grande occasione per me – spiega – e sono grato alla società che me l’ha data. Oltretutto la gioia è tripla visto che lo faccio in una società toscana, come me, e in una realtà dove da 15 anni si fa calcio al alto livello. L’ultima stagione probabilmente non è stata all’altezza delle aspettative, ma questo non scalfisce quando l’Empoli ha fatto negli ultimi decenni. E, peraltro, ho subito capito che qui si fa calcio in maniera speciale. Fin dai primi contatti, infatti, abbiamo parlato di tutto, a 360 gradi, da giocatori ai sistemi d’allenamento passando per l’alimentazione. Ho trovato persone attente e compotenti e io credo che un’ottima organizzazione del lavoro possa permetterti di costruirti i giocatori in casa invece che andare a comprarseli altrove».
Il suo Empoli. Sarri, poi, comincia a spiegare come dovrebbe essere il suo Empoli. «A livello tattico – sottolinea – lavoreremo sul 4-3-2-1, che è il modulo che è sempre utilizzato, ma anche sul 4-3-3. La squadra, infatti, sarà completata in corso d’opera e sceglieremo il sistema più adatto in base alle caratteristiche dei giocatori. Al di là del modulo, però, è importante l’atteggiamento. Io voglio una squadra che vada a prendere gli avversari il più avanti possibile, quindi con una fase difensiva alta e aggressiva. Quando la palla ce l’abbiamo noi, invece, amo più la ricerca immediata della giocata in verticale che il palleggio, che pure ora è molto in voga come si è visto anche agli europei. Anche in questo caso, però, più che l’idea di gioca conta come la si mette in pratica. E, in questo senso, mi piace pensare a una squadra che metta il coltello fra i denti a fine agosto o lo molli solo nel maggio del prossimo anno».
Il mercato. Sulle sue idee, peraltro comuni a quelle della società, si baserà il mercato. «Cerchiamo essenzialmente giovani – sottolinea – ma è chiaro che servirà anche qualche elemento di esperienza. Alcuni miei ex? Vedremo. Può essere un vantaggio, ma non è indispensabile. Se dirò la mia? Se mi verrà chiesto un consiglio lo farò di sicuro. Certo i giovani li conosce meglio il direttore Carli di me. Io posso suggerire qualche elemento di Lega Pro perché sono questi i nostri mercati di riferimento. D’altra parte servono motivazioni e determinazione».
Gli obiettivi. Anche perché il campionato non sarà una passeggiata. «L’obiettivo è la salvezza – taglia corto Sarri – perché questo ci chiede la società e questo dobbiamo ai dirigenti. Ma se sarà possibile proveremo ad andare oltre, a fare meglio, perché questo lo dovremo a noi stessi». E, in questo caso, sarà determinante resistere alle intemperie. «Dopo due anni ritrovo una B che forse ha meno qualità – spiega Sarri – ma che di sicuro è difficile. Anche perché in un campionato così lungo capiterà un mese in cui saremo sicuramente in difficoltà. Ecco, in quel momento sarà importante sentire l’appoggio della società per uscirne presto e bene, altrimenti sarà difficile».
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