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L’ex bancario che ha preferito la sfida del pallone al posto sicuro

L’ex bancario che ha preferito la sfida del pallone al posto sicuro

EMPOLI. Su internet c’è già chi lo ha ribattezzato il Mario Monti azzurro. Un colpo di fantasia, è chiaro, ma che in qualche modo rende l’idea. Anche Maurizio Sarri, nel suo piccolo, proviene proprio...

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EMPOLI. Su internet c’è già chi lo ha ribattezzato il Mario Monti azzurro. Un colpo di fantasia, è chiaro, ma che in qualche modo rende l’idea. Anche Maurizio Sarri, nel suo piccolo, proviene proprio dal mondo del banche. E se al primo ministro tocca l’arduo compito di risanare i conti dell’Italia, il tecnico valdarnese (che è nato a Napoli praticamente per caso) ha quello di far tornare quelli dell’Empoli. Il campo, ovviamente, sarà il giudice del suo lavoro. Ma prima di vederlo all’opera non si può che segnalare come il nuovo timoniere sia davvero un personaggio.

Dall’ufficio al pallone. Lo dimostra proprio la scommessa che Sarri ha fatto su stesso all’alba del nuovo millennio. Allenava già da qualche anno, fra i dilettanti, ma dopo Stia, Faellese, Antella, Valdema e Togoleto ecco la grande occasione: la Sansovino. E qui Sarri, molla tutto. O meglio, lascia il posto da bancario (e pare che fosse qualcosa di più di un semplice impiegato) per sposare la sua sua passione, il calcio, anima e corpo. D’altra parte lo sport ce l’ha nel sangue, visto che il padre è stato un ciclista professionista. E comunque la sua sfida Sarri la vince, perché in 3 anni porta la Sansovino dall’Eccellenza all’allora C2 vicendo pure la Coppa Italia di D. Sempre l’inizio di una carriera folgorante. Nel 2003 passa alla Sangiovannese e vince ancora il campionato. Attira le attenzioni di tutti, comprese quelle dei dirigenti azzurri che spediscono alcuni osservatori a seguire i suoi allenamenti per diversi giorni. Diventa uno dei candidati per raccogliere l’eredità di Silvio Baldini, dopo la salvezza in A, ma poi i dirigenti scelgono la soluzione interna promuovendo il vice Daniele Baldini e le strade si separano. Sarri, infatti, assaggia la B a Pescara, 11º con una squadra ripescata in extremis, poi inizia a girare: Arezzo, Avellino, Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria, Sorrento. Fortune alterne, anche se forse sono più ombre che luci.

Dedizione totale. Quello che non cambia è l’approccio di Sarri al lavoro. Una dedizione assoluta. Una delle caratteristiche che sono piaciute all’Empoli, infatti, è il suo impegno extra campo. Sarri, infatti, sfrutta anche la tecnologia e ha nel suo pc un file dove raccoglie le caratteristiche - tecniche e non - di migliaia di giocatori.

Le scommesse. Sarri è anche uno dei pochi tesserati usciti puliti dal primo processo sulle scommesse. Era stato deferito per una frase rivolta al suo vice in panchina durante una delle gare incriminate nel Grosseto: «ma quando la pareggiamo questa partita?». Un po’ poco, infatti, la Commissione disciplinare lo ha assolto - grazie anche al suo accorato intervento nel corso del processo di poche settimane fa, e l’accusa, ovvero il procuratore federale Palazzi, non ha presentato neanche ricorso (sebbene in precedenza avesse chiesto 1 anno di stop). Storia chiusa, insomma.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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