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Un’altra finale maledetta per gli azzurrini

Un’altra finale maledetta per gli azzurrini

Neanche 100 minuti di gioco e 20 calci di rigore spezzano il sortilegio: lo scudetto finisce nella bacheca della Sampdoria

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MONTEPULCIANO. Ancora la maledizione, ancora una finale persa. Già, non bastano 100 minuti di gioco e una rie infinita di 20 (sì, avete letto bene, proprio 20) calci di rigore per spezzare il sortilegio. Gli Allievi nazionali dell’Empoli, così, perdono un’altra finale scudetto. La seconda consecutiva. Una beffa, è vero, perché assaporare il gusto del successo senza mai riuscire a mangiarselo è davvero quanto di peggio possa sportivamente succedere. Eppure, guardando la situazione da due passi indietro, il risultato del campo, seppure amarissomo, cambia poco. Quello dell’Empoli, cioé, resta un vivaio che ormai è di livello assoluto. E i ragazzi della classe 1995 erano e sono la “generazione di fenomeni”.

La partita. Sono anche superiori alla Sampdoria, perché nella finalissima di Montepulciano costruiscono più gioco e più occasioni. Pagano un primo tempo un po’ sottotono, almeno fino alla rete di Porro, e poi le opportunità non concretizzate. Ma sulla gara pesa anche il gol accordato ai doriani, al minuto numero 26, con il difensore centrale che risolve una mischia con un colpo di testa. Il portiere azzurro Pacini la ricaccia via dalla porta con un gran riflesso, ma l’arbitro Rossi la palla ha varcato la linea bianca. Il dubbio, però, restra. E resta bello grande. Da quel momento, comunque, la truppa di Cecchi si rianima e, trascinata dal solito Rovini e dalla crescita di Thiongo in mezzo al campo, comincia a carburare. Il pari arriva al 4’ della ripresa, con una sberla di Rovini (guarda caso)da fuori area. Gli azzurri continuano a fare tutto meglio, ma Frugoli non trova la porta da due passi. Ogni tanto l’Empoli deve tirare il fiato, ma quando accelera mette i brividi ai blucerchiati. Come all’inizio del supplmentare, quando una bomba di Brumat dalla lunga supera Falcone ma finisce sulla traversa. Si va ai rigori. I primi 14, 7 per parte, sono tutti gol. Poi Pacini dice no a Porro e Cacciapuoti ha la palla scudetto. Spiazza pure Falcone, che però c’arriva coi piedi. È un segno del destino, perché al penalty numero 10 Termine segna nonostante una deviazione di Pacini, mentre Risaliti sbaglia e la Samp festeggia.

I complimenti. Resta l’amarezza, insomma, ma non solo quella. «Dispiace molto – sottolinea Massimiliano Cappellini, responsabile del settore giovanile – anche perché meritavamo noi. Però la stagione di questi ragazzi, tecnici compresi, resta superlativa. Posso solo fare i complimenti a tutti». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente Corsi. «Sicuramente avrei messo volentieri un altro alloro in bacheca – sottolinea – ma non riesco a essere triste. Certo mi dispiace per i ragazzi, per i tecnici e per i dirigenti del vivaio che meritavano questa soddisfazione. Per quanto mi riguarda, però, l’ennesima finale persa è anche l’ennesima raggiunta e dunque la conferma che l’Empoli, ormai, ha uno dei migliori settori giovanili d’Italia. È una certezza, perché lo dicono i risultati, e ci deve guidare anche nei progetti per la prima squadra. Nell’ultima stagione abbiamo cambiato rotta e i risultati si sono visti».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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