Un ex bandiera dell’Use per il nuovo corso dell’Abc
È iniziata da pochi giorni l’avventura di coach Angelucci con il club castellano «Sono emozionato e questa sensazione mi aiuterà a dare il meglio di me»
CASTELFIORENTINO. Dopo aver pescato sul bacino nazionale degli allenatori (vedi le esperienze con Cadeo e Ciaboco) l'Abc La Falegnami è tornata ad affidare la panchina a un personaggio locale anche nell'ottica del contenimento dei costi di gestione. L'empolese Massimo Angelucci da martedì si è insediato ufficialmente al palazzetto di viale Roosvelt iniziando a prendere confidenza con il roster gialloblù (assenti per il momento Squarcina e De Laurentiis), i dirigenti e l'ambiente. Ex bandiera dell'Use e reduce da sei anni trascorsi a Montecatini, si appresta ad aprire un nuovo ciclo stavolta facendo il pendolare sulla direttrice valdelsana.
«Quando inizia una nuova avventura c'è sempre un pizzico di emozione – afferma Angelucci – è una componente che non guasta per dare il meglio dal punto di vista emotivo. Ricordo quando giocavo che la tensione pre-gara si trasformava sempre in una sana adrenalina al momento del via».
A livello personale chi conosceva già nel pianeta Abc?
«Soprattutto il direttore sportivo Alessio Belli che da giocatore di lungo corso in Valdelsa ho incrociato spesso da avversario, il vice allenatore Enrico Giunti e altri dirigenti che gravitano da tanti anni nell'Abc. Tra i ragazzi ricordo di aver visto crescere a livello di settore giovanile Samuele Puccioni. Già all'epoca era fisicamente ben strutturato e nei derby Abc-Use si scontrava spesso sotto canestro con Guido Rosselli che militava nel gruppo empolese del 1983 che ho guidato per parecchio tempo. Ovviamente conoscevo un po' anche gli altri giocatori gialloblù avendo frequentato tra l'altro lo stesso girone di serie B nel 2011/12».
Com'è stata la sua ultima stagione a Montecatini?
«Positiva perché siamo partiti con una squadra giovane, tante scommesse e un budget limitato. L'avvio non è stato semplice, ma poi i ragazzi sono maturati e questo ha rappresentato un aspetto molto gratificante del lavoro svolto. La conquista insperata dei playoff e la "bella" disputata al Paladozza contro Bologna sono state le ciliegine finali».
Cosa ricorda degli scontri diretti con l'Abc?
«All'andata a Castelfiorentino abbiamo perso di 13 punti, mentre al ritorno a Montecatini abbiamo vinto con un eloquente +27 (penultima gara delle gestione Ciaboco, ndc). Risultati che rispecchiano l'andamento stagionale delle due squadre. Nella girone di ritorno si sono incontrate mentre Montecatini era al top e l'Abc in un momento difficile».
Parliamo dei suoi trascorsi nell'Use?
«Ci ho speso tutta la carriera da giocatore. In totale un ventennio di prima squadra dal 1978 al 1998. L'esordio a soli 14 anni con Billeri che tra l'altro è stato anche il mio ultimo allenatore. La società fece un cambiamento generazionale e vennero lanciati i vari Massimo Iacopini, Scali, il sottoscritto e altri. All'Use ho provato anche l'ebbrezza dell'esordio in panchina e quindi è stata un trampolino di lancio in tutti i sensi. Sono ancora molto legato ai colori biancorossi. La tradizione di famiglia viene portata avanti da mio figlio Simone che a 14 anni frequenta la giovanili alla palestra Lazzeri».
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