«Questo sarà un nuovo inizio»
Il presidente Corsi ricorda lo spareggio di Modena del ’96 e indica la strada per il futuro
EMPOLI. Risvegliarsi nel calcio che conta, ancora una volta. Riavvolgere il nastro di una serata pazzesca, indimenticabile. Provare a domare le sensazioni, le emozioni, e pensare a quello che è stato, ma anche e soprattutto a quello che sarà. Fabrizio Corsi, in 21 anni di presidenza, di gioie ne ha raccolte tante. Eppure mai come al termine dello spareggio infinito è letteralmente esploso. Abbracci con tutti, sul campo, la corsa sotto la Maratona come un ragazzino. Persino un battibecco con Cagni («ma di questo me ne dispiace», sottolinea lui). «È stata una serata memorabile – spiega il massimo dirigente ora che la tempesta sta passando – proprio come quella di Modena di 16 anni fa (9 giugno del 1996, per la precisione, ndr). Allora vincemmo la finale del playoff della serie C contro il Como (e allo stadio, infatti, c’erano Spalletti ed Esposito, ndr) e, in pratica, tutto ebbe inizio. La salvezza, lo confesso, mi ha dato la stessa emozione indiscrivibile. Più, come ho già detto a fine gara, delle promozioni in serie A e persino dell’Uefa».
Come se fosse un nuovo inizio.
«Deve esserlo. Perché la gioia dell’altra sera deve servirci per ripartire. Spero che questo bando di entusiasmo ci permetta di affrontare il prossimo campionato di B con l’entusiasmo di una neopromossa, perché questo è un valore aggiunto che non puoi comprare sul mercato».
Ripartire anche dall’entusiasmo del Castellani?
«Esatto. La città, la parte sana della città, ha dimostrato ancora una volta di identificarci con la squadra, di saperla amare e aiutare nei momenti difficili. Questo spirito di appartenenza non va smarrito. Anzi, bisogna difenderlo».
Da chi?
«Dai gufi, dai poveracci. E, fidatevi, ce ne sono anche a Empoli. Gente che magari si è fatta bella alle spalle dei nostri successi, ma che ora non vedeva l’ora di retrocedere per sputare veleno. Sono frustrati, falliti. Questa soddisfazione non gliela abbiamo regalata, ma è bene che sappiano che se anche fosse andata male la nostra retrocessione non avrebbe risolto i loro problemi».
Ma si riferisce a qualcuno in particolare?
«A molti, a tutti. Perché li conosco. E posso anche capire che ce l’abbiano con me, ma non con la squadra, non con l’Empoli».
Resta comunque una minoranza.
«Fortunatamente sì. E, infatti, posso anticipare che abbiamo intenzione di premiare tutti coloro che venerdì sera erano al nostro fianco con sconti particolari sui prossimo abbonamenti. Se lo meritano».
Quando inizierete a pianificare il futuro?
«Penso che tra martedì e mercoledì inizieremo a confrontarci. E il primo con cui parleremo, lo dico chiaro, è Alfredo Aglietti. È uno dei migliori tecnici che abbia mai avuto. È in fase di maturazione, deve crescere, ma è stato decisivo. Certo dovremo capire cosa vuol fare anche lui, perché ha fatto 24 punti nelle ultime 16 partite e che è bravo se ne sono accorti in molti».
E la squadra?
«Torneremo a fare l’Empoli. Quest’anno abbiamo sacrificato i giovani facendo perdere un anno ai ragazzi del 1992 e, di fatto, creando grossi problemi anche alla Primavera. L’ambizione ci ha portato fuori strada ed è un errore che non vogliamo né dobbiamo ripetere».
Ci sarà una rivoluzione?
«Al momento penso a 3 o 4 innesti dalla Lega Pro, gente che abbia fame, più qualche ragazzo da pescare nel campionato Primavera. In linea di massima il nuovo Empoli sarà questo, ovviamente con qualche conferma e, soprattutto, con l’entusiasmo di una neopromossa».
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