Il presidio
in casa empoli» VERSO LA SFIDA COL VICENZA
EMPOLI. Il suo nome è già nella storia dell’Empoli. Con le 22 reti (3 in Coppa Italia) realizzate in questa stagione, infatti, è diventato il re dei bomber, scavalcando una leggenda come Carlo...
EMPOLI. Il suo nome è già nella storia dell’Empoli. Con le 22 reti (3 in Coppa Italia) realizzate in questa stagione, infatti, è diventato il re dei bomber, scavalcando una leggenda come Carlo Castellani. Ma lui, Ciccio Tavano, non è certo il tipo da cullarsi sugli allori. E ora vuole, fortissimamente vuole, il gol più importante. Ma, attenzione, non si tratta dell’acuto personale, dell’ennesimo sigillo in maglia azzurra. No, il gol che Tavano vuole stavolta ha un nome: si chiama salvezza.
«Mai come in questo caso – spiega il bomber – quel che conta è la squadra. Siamo arrivati all’appuntamento decisivo e non c’è neanche da pensarci: baratterei qualsiasi cosa in cambio di un successo».
O di un pareggio.
«Può bastare, è vero, ma non è questa la mentalità con cui ci stiamo preparando. Questa partita non è come le altre. È una finale e quando arrivi a una finale devi giocare per vincere».
Dunque niente tatticismi?
«Dovremo stare attenti, è chiaro. Però non possiamo pensare di trascorrere 90 minuti a difendere. Sarebbe un erro fatale. Serve una partita come quella del Menti».
Cioé?
«Domenica sera abbiamo forse sofferto un po’ all’inizio, ma ci siamo sempre difesi con ordine e, soprattutto, abbiamo sempre cercato di giocare, di andare a colpire l’avversario. Avevamo costruito anche buoni presupposti, ma purtroppo la rete non è arrivata. Comunque è quel tipo di partita che ci serve ed è quel tipo di partita che ci siamo preparando a giocare».
Che Vicenza si aspetta?
«Determinatissimo. Non hanno più niente da perdere. Ma anche noi lo saremo».
Sa che da lei e da Maccarone ci si aspetta sempre molto?
«Può essere, ma come ha detto giustamente anche Massimo in gare così non bisogna sperare nel singolo. Serve una prova da squadra».
Magari con l’aiuto del popolo del Castellani.
«Mi aspetto molto dai tifosi. Perché li conosco, da anni, e so quanto siano attaccati alla maglia, alla squadra. Ora più che mai abbiamo bisogno di loro, ma sono certo che risponderanno come hanno sempre fatto. Domani sera, insomma, mi aspetto uno stadio pieno di azzurro e di amore per gli azzurri».
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