Il Tirreno

Empoli

Il presidente Corsi non lascia la trincea

di David Biuzzi
Il presidente Corsi non lascia la trincea

«Lo spareggio non è una sciagura ma una risorsa per salvarci: sarà dura, però abbiamo tutto per uscirne vincitori»

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EMPOLI. Fino all’ultimo ha sperato di evitare questa coda velenosa. Come tutto il popolo azzurro, Fabrizio Corsi voleva chiudere subito il discorso salvezza e, magari, iniziare a gettare le basi per un futuro diverso.

Invece il domani dell’Empoli si chiama playout. E ora che il doppio spareggio col Vicenza è una realtà, il presidente lascia da parte il rammarico e si concentra su questa sfida di 180 minuti. «Abbiamo fatto il possibile per evitare lo spareggio – sottolinea – dal giorno del ritorno di Aglietti la squadra ha avuto una media punti da playoff. Purtroppo non è bastato, ma ora è doveroso pensare solo alle due gare col Vicenza».

In che senso?

«Che non dobbiamo perdere energie per recriminare, che non dobbiamo sentirci condannati perché il campionato ha detto quel che ha detto. I playout, insomma, vanno considerati per quello che sono, ovvero una risorsa per mantenere la categoria e non certo una sciagura».

Guai a sentirsi già retrocessi, insomma.

«Il concetto è proprio questo. Certo ci aspettano due partite difficili contro un avversario ostico, ma l’Empoli ha tutto, ma proprio tutto, per uscirne vincitore».

Eppure la squadra ultimamente non è sembrata particolarmente brillante.

«Forse siamo un po’ stanchi, ma dopo 42 partite tutti lo sono. Anzi, sono convinto di avere più energie dei nostri avversari, perché la squadra nell’ultimo periodo ha lavorato molto bene e anche un’attenta lettura del recente scontro diretto va in questa direzione. Perché i veneti andavano forte nel primo tempo, ma alla distanza siamo usciti noi dimostrando di averne di più. Inoltre quella gara arrivava in un momento particolare, cioé dopo il recupero infrasettimanale con l’Albinoleffe (che dal giorno della retrocessione, peraltro, ha perso solo quella gara, ndr) e pagare qualcosa era scontato».

Insomma è fiducioso?

«Forse dire queste cose serve anche a farsi coraggio, ma vi assicuro che ci credo. Tante valutazioni portano ad avere fiducia ed è quello che diremo ai ragazzi. Perché sono loro, soprattutto, a dover credere nei propri mezzi. Al tecnico e allo staff, invece, tocca il compito di metterli nelle condizioni migliori sotto il profilo fisico e mentale. Gli attori principali, è chiaro, sono loro. Ma in questa situazione credo che tutti debbano o dovrebbe fare un piccolo sforzo».

A cosa si riferisce?

«Ai tifosi, alla gente di Empoli. Dalla stagione 1995/1996 siamo sempre stati su certi palcoscenici e, credo, tutti ne hanno beneficiato. Di sicuro ha gioito chi veniva allo stadio, ma anche per chi non ha mai messo piede al Castellani la squadra è stata, in qualche misura, un biglietto da visita. Ecco, ora tutti dovrebbero stringersi intorno all’Empoli per mantenere questo patrimonio».

Intanto, col Cittadella, c’è già stata una risposta.

«Vero. C’era un po’ più gente, allo stadio, e soprattutto ha incitato la squadra dall’inizio alla fine. Come dovrà fare in questo doppio spareggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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