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Ficagna non china la testa «L’Empoli è ancora vivo»

di David Biuzzi
Ficagna non china la testa «L’Empoli è ancora vivo»

L’esperto difensore è pronto al rientro e prova a spronare tutto l’ambiente «Anche con Nocerina e Modena abbiamo creato gioco e tante buone occasioni»

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EMPOLI. Se c’è una cosa di cui l’Empoli ha bisogno oggi sono le certezze. Come la solidità difensiva, che sembrava ritrovata fino a una ventina di giorni fa ma che ha visto poi ben cinque palloni finire alle spalle di Dossena in poco meno di 45 minuti di gioco (fra i 2 di Nocera e i 3 incassati contro il Modena). In un contesto del genere, insomma, il ritorno di un giocatore esperto come Daniele Ficagna non può che essere una nota positiva. Salvo sorprese, infatti, toccherà a lui e a capitan Stovini provare a fermare un avversario, il Verona che soprattutto al Bentegodi va a segno spesso e volentieri.

Ieri, ad onor del vero, il “senatore” ha fatto trattenere il fiato quando, verso fine seduta, si è fermato in anticipo. È il diretto interessato, però, a tranquillizzare sulle sue condizioni. «Ho ancora qualche problema all’anca – spiega – ma ho deciso di non fare la partitella per precauzione. Non dovrebbero esserci problemi, insomma».

Anche perché di problemi, dopo le sconfitte con Nocerina e Modena, ce ne sono già abbastanza.

«Abbiamo sprecato due grosse occasioni visto che in entrambi questi match ci siamo fatti rimontare. Purtroppo non siamo stati bravi a chiudere partite in cui stavamo giocando bene, meglio dei nostri avversari, e alla fine gli episodi ci hanno penalizzato».

Tutta colpa degli episodi?

«È chiaro che abbiamo commesso degli errori, ma contro il Modena il primo tempo poteva finire sul 3-0 per noi invece che sull’1-1. Considerazioni che aumentano il rammarico ma che servono anche per ripartire».

In che senso?

«Che l’Empoli non è più quello di qualche tempo fa e che le sconfitte non sono tutte uguali. A Reggio Calabria, tanto per fare un esempio, quasi non avevamo dato segni di vita. Ora, invece, abbiamo un’identità, siamo organizzati, creiamo occasioni. L’Empoli è vivo, insomma, ed è da tutte le cose positive fatte anche nelle ultime due gare che dobbiamo ripartire».

Però sembrava che fosse stata ritrovata anche la solidità difensiva, e invece...

«Ma il Modena ha fatto i primi due gol con tre tiri in porta. Ripeto, gli errori ci sono stati ma non è tutto da buttare. Certo bisogna essere più attenti, gestire meglio alcune situazioni. E, soprattutto, non disunirci mai, perché se restiamo corti e compatti è dura per tutti».

È più duro anche il cammino, però.

«Però noi non ci siamo mai illuso. Abbiamo sempre saputo di dover inseguire la salvezza fino all’ultima giornata. Così era e così è adesso. D’altra parte mancano ancora diverse partite e il calendario dice che dobbiamo disputare moltissimi scontri diretti. Alla fine, insomma, siamo ancora padroni del nostro destino».

Intanto, però, c’è una trasferta da brividi a Verona.

«Senza dubbio una gara difficile, ma in questo campionato un po’ tutte le sono. Questo, però, significa anche che non esistono partite impossibili. Andiamo a giocarcela, insomma, sapendo che quando riusciamo ad esprimere il nostro potenziale possiamo fare bene contro qualsiasi avversario».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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