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Empoli, tre passi verso il baratro

di David Biuzzi
Empoli, tre passi verso il baratro

Davanti spreca, dietro sbaglia e alla fine s’arrende al Modena e alla sua cronica fragilità

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EMPOLI. Non fa un passo indietro, l’Empoli. No, ne fa almeno tre. Già, tre, come gli schiaffi che rimedia dal Modena, ma soprattutto come i tre problemi emersi anche stavolta è dunque da considerare ormai congeniti. Riguardano in parte l’aspetto tecnico, perché certi errori (davanti e dietro) alla fine li paghi per forza, però sono ancora più preoccupanti quelli caratteriali. Già, perché l’Empoli è una squadra dannatamente fragile, che non riesce a reagire agli episodi avversi, e perché non ha neppure l’istinto del killer, quello che ti permette di chiudere le partite quando puoi e devi farlo. Quello che accade nel primo tempo, quando i canarini sbandano in più di un’occasione dopo il gol di Lazzari, ma l’Empoli non solo non ne approfitta, ma riesce anche nell’impresa di beccare il pari all’ultimo minuto in contropiede. Errore clamoroso, che arriva dopo quelli madornali di Nocera e che, in sostanza, sono la risposta a chi ancora si chiede perché, con una squadra così, l’Empoli stia navigando, da tutta la stagione, in un mare di guai.

I regali. Guai che stavolta iniziano addirittura prima del via. Con Ficagna squalificato e Mori out, infatti, Aglietti sceglie di sganciare Chara dall’inizio (quest’anno aveva giocato solo in Coppa Italia) per completare la difesa. Mossa che si rivela sbagliata (col senno di poi, ovviamente), perché il colombiano parte con un’incertezza, dopo 14 secondi, e incerto resterà fino alla fine, coinvolgendo anche i compagni. In mediana e in avanti, invece, le cose funzionano, tanto che al 4’ un’invenzione del solito Maccarone permette a Lazzari di portare avanti gli azzurri e di dedicare il gol al suo amico Morosini. Sembra l’inizio di una cavalcata trionfale, ma Tavano non è ancora lui, Lazzari si mangia un’occasione colossale al 33’ e il raddoppio non arriva. Anzi, agli errori in attacco si somma quello, clamoroso, che porta al pareggio. Allo scadere, infatti, l’Empoli si fa infilare in contropiede (con Buscé salito in attacco), Chara sbaglia il rinvio, Stovini si fa anticipare da Di Gennaro e il risultato è che Cellini ringrazia cominciando a ritagliarsi il ruolo di grande protagonista.

Il tracollo. Dopo il riposo, infatti, inizia un’altra gara. L’Empoli accusa il colpo e fa molta più fatica a creare gioco e occasioni. Ci riesce al 18’ (con Dumitru già in campo al posto di Tavano: altra scelta che non darà i frutti sperati), quando è ancora Maccarone a suonare la carica: Caglioni dice di no al suo tentativo, ma Lazzari bissa l’erroraccio del primo tempo arrivando per primo sulla respinta del portiere ma spedendo incredibilmente fuori col sinistro. È un campanello d’allarme che suona inascoltato, perché gli azzurri continuano a spingere, ma la retroguardia continua a mandare brutti segnali e, puntualmente, al 23’ si fa infilare ancora da Cellini innescato da una torre dell’ex Nardini con Regini e Coppola in ritardo nella chiusura. Ci sarebbe tempo e modo per rifarsi, ma è proprio qui che l’Empoli manca davvero. Torna indietro, cioé, ed e si comporta esattamente come prima del ritorno di Aglietti. Ovvero si scioglie come al neve al sole, consegnandosi fin troppo docilmente nelle mani dell’avversario. Il passaggio al 4-3-3, con la torre Mchedlidze al posto di Lazzari, cambia poco: il Modena ora imperversa. Segna il tris, ancora con Cellini, dopo un netto fallo a metà campo proprio su Mchedlidze che il pessimo Candussio non fischia, poi sfiora il poker con Ardemagni (prima salva Dossena, poi il palo). Ci sarebbe un rigore su Mchedlidze, al 38’, ma il brutto è che l’Empoli può prendersela solo con se stesso, più che con l’arbitro. Rialzarsi ancora, insomma, sarà dura. Ma la speranza la regalano gli ultrà che, loro sì, a fine gara hanno ancora il cuore di cantare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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