Italia
Stovini rincuora l’Empoli «Dipende sempre da noi»
Il capitano analizza la classifica dopo la vittoria dell’Ascoli in casa del Cittadella «Cambia poco: sapevamo che ci sarebbe stato da soffrire fino alla fine»
EMPOLI. Il suo cordoglio è volato sul web. Prima attraverso il sito internet dell’Empoli, con il comunicato pubblicato a nome suo e di tutti i giocatori, poi con twitter. Lì, il capitano azzurro Lorenzo Stovini, non si è limitato al dolore. No, ha fatto trasparire anche tutta la sua rabbia. Quella per la morte di collega di 25 anni, Morosini, ma anche per un auto parcheggiata dove avrebbe dovuto passare l’ambulanza. «Quello che è successo è incredibile – dice il difensore azzurro – terrificante. Dispiace, dispiace tanto per quello che è successo a Morosini. Non lo conoscevo personalmente, solo da avversario, ma da calciatore sono orgoglioso che tutti i campionati siano stati fermati. Era il minimo che potevamo fare».
Come possono accadere tragedie del genere?
«È quello che tutti ci siamo chiedendo. Siamo sempre monitorati, siamo allenati. In tutte le squadre in cui ho giocato, e sono sicuro che a Livorno sia la stessa cosa, gli esami sono sempre approfonditi, non si lascia niente al caso. Sono fatalità, probabilmente, ma di sicuro quanto capita una cosa del genere è come prendere uno schiaffio in faccia senza sapere da che parte è arrivato».
E ora come si riparte.
«Bisogna ripartire. Anche se è dura. Lui stesso, d’altra parte, era sempre partito dopo tutto quello che di brutto gli era capitato».
Allora parliamo di calcio?
«Sì, con il ricordo di questo ragazzo che ci accompagnerà sempre».
Cosa hanno detto, ieri, le partite giocate?
«Che l’Ascoli sta bene e ci ha sorpassato. Anche noi stiamo bene, però, e dobbiamo dimostrarlo quando torneremo in campo contro il Modena».
Cosa cambia, per l’Empoli, dopo il blitz dei bianconeri a Cittadella?
«Che dobbiamo vincere. E quindi poco, perché sarebbe stato comunque così. Sappiamo da tempo, ormai, che dovremo lottare fino alla fine, quindi siamo pronti».
Magari con un pizzico di apprensione in più.
«No, almeno personalmente. E credo anche di poter parlare a nome dei miei compagni. Ripeto, sapevamo che sarebbe stata dura fino alla fine. Lo sapevamo anche dopo aver vinto contro il Torino. Oggi la classifica dice che siamo ai playout, è vero, però abbiamo una partita in meno. Il che significa che, oggi come ieri, siamo artefici del nostro destino».
Il recupero con l’Albnleffe, però, rischia di costringervi a giocare molte partite ravvicinate.
«Abbiamo l’anticipo col Verona, il 21, poi c’è il turno del primo maggio. Sicuramente il calendario sarà ricco di impegno, se non pieno. Potrebbe essere un problema, è vero, ma solo se lo vivremo come tale. Giocheremo le partite una alla volta e, l’importante, sarà dare il massimo in ognuna. D’altra parte, ripeto, era non solo giusto, ma addirittura doveroso fermarsi dopo quello che era successo. Quindi affronteremo le conseguenze senza polemiche».
Intanto ci sarà il Modena.
«E ci prepareremo per dare il meglio. Anche perché è un avversario ostico e servirà una prova da vero Empoli».
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