Il Tirreno

Empoli

il caso

La “sorpresa” Zé Eduardo ha superato anche i razzisti

EMPOLI È arrivato a sorprese, nella fase finale del mercato invernale. In pochi, francamente, conoscevano Zé Eduardo, tanto che alcuni tifosi (e anche qualche addetto ai lavori...)di primo acchito...

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI

È arrivato a sorprese, nella fase finale del mercato invernale. In pochi, francamente, conoscevano Zé Eduardo, tanto che alcuni tifosi (e anche qualche addetto ai lavori...)di primo acchito aveva pensato al centravanti, quello in forza al Genoa. Lui, invece, arrivava dal Parma e di professione fa il centrocampista. E, da quanto visto soprattutto nelle ultime setitmane, lo sa fare bene.

Potenziale. Non è che ora debba essere considerato l’uomo che deve fare la differenza, insomma, ma considerate tutte le componenti c’è da dire che il giovane brasiliano potrebbe diventare un elemento assai prezioso nel finale di stagione. Nel conto, cioé, va messo il fatto che è un ragazzo molto giovane, classe 1991, e che nelle ultime due stagioni ha giocato solo spiccioli di partite, in A, con la casacca del Parma. Un problema che si fa notare in alcuni momenti di pausa che condiscono le sue prestazioni e, anche, in un pizzico di timidezza (soprattutto in avvio)quando c’è da fare gioco. Eppure resta considerevole i l suo apporto fisico in una linea mediana, quella dell’Empoli, che di colossi non ne ha. Per ora, insomma, si sta rivelando prezioso in interdizione, ma l’impressione (suscitata più dagli allenamenti che dalle partite)è che possa fare di più, che sia destinato a crescere.

Offese. Il materiale, però, sembra esserci. E non solo a livello fisico e tecnico. Zé Eduardo, infatti, ha dimostrato di avere personalità da vendere. Da metà primo tempo, infatti, il pubblico dell’Euganeo lo ha continuamente tartassato con fischi e, soprattutto, vergognosi cori razzisti (gli ululati, tanto per essere chiari). Lui, però, non si è lasciato innervosire più di tanto. Ha continuato a giocare, cioé, battendosi e sbattendosi (senza evitare qualche randellata, quando serviva) come aveva fatto dall’inizio. L’unica licenza, peraltro sacrosanta, se l’è presa a giochi fatti. Cioè a partita finita, quando ha “denunciato” quanto aveva dovuto subire attravberso il suo profilo Twitter.©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera