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L’avviso di Pelagotti all’amico Angella «Per noi è una finale»
Domani al Granillo saranno avversari per la prima volta ma il portiere dell’Empoli non è disposto a fare sconti
EMPOLI
Non hanno bisogno di scriversi, perché si sentono al telefono praticamente ogni giorno, ma se proprio Pelagotti, portiere azzurro, oggi dovesse inviare una lettera al suo amico Angella, difensore della Reggina, l’inizio sarebbe più o meno questo: «Caro Gabriele scusami, ma devo vincere io».
Già, perché la loro prima sfida («sarà particolare giocare contro un amico vero come Pelagotti», aveva rivelato il difensore di Montelupo cresciuto nel vivaio azzurro) arriva in un momento particolare. Soprattutto per l’Empoli. «Noi – spiega l’estremo difensore – andremo giù a fare la partita della vita. Ormai, per la situazione che si è creata, ogni gara che ci aspetta da qui alla fine deve essere interpretata come una finale. So che loro sono carichi, vogliono fare il pieno per restare agganciati al treno dei playoff, ma siamo pronti a vendere cara la pelle».
Anche perché, contro il Crotone, qualche segnale positivo è finalmente arrivato.
«E’ vero, è così. Dopo aver preso il solito gol assurdo abbiamo subito un certo contraccolpo. Nel corso dell’intervallo, però, le parole del mister e del direttore Vitale ci hanno ridato la carica. Così, nella ripresa, abbiamo reagito alla grande e, in sostanza, giocato a una sola porta. Con un pizzico in più di fortuna avremmo vinto, ma questo non è proprio un periodo di buona sorte...».
Se non altro, però, si è interrotta la serie di sconfitte.
«E non è poco. Anche nella passata stagione, se vi ricordate, dopo 5 sconfitte consecutive ripartimmo proprio con un pareggio interno con il Vicenza. Anche stavolta, insomma, questo risultato un po’ così potrebbe rappresentare una svolta».
Dipende da voi.
«E qualche progresso, secondo me, c’è anche in questo senso. E’ chiaro che i nostri problemi, ad oggi, sono soprattutto mentali. Servirebbe una vittoria per sbloccarci definitivamente. Però, ripeto, vedo una carica diversa, in questi giorni, negli occhi dei miei compagni. Dobbiamo andare al Granillo decisi a spaccare tutto e sappiamo di potercela fare. Anche perché Maccarone si è inserito alla grande e Tavano cresce di giorno in giorno. E con due così, là davanti, può sempre succedere di tutto».
E della sfida con Angella cosa ci dice?
«Che a ragione lui:sarà strano, molto strano averlo come avversario. Ci siamo sentiti anche l’altro ieri, al telefono, e già eravamo tutti e due un po’ imbarazzati. Una volta sul campo, però, sono sicuro che lui farà il massimo per la Reggina come io farò il massimo per l’Empoli».
La vostra amicizia è nata ai tempi delle giovanili?
«Abbiamo fatto tutta la trafila insieme. In pratica abbiamo sempre giocato insieme tolta la stagione che io ho trascorso al Manfredonia. Negli ultimi anni, poi, l’amicizia si è addirittura rafforzata, tanto che facciamo sempre le vacanze insieme».
E se domani si presenterà davanti a lei per saltare su un calcio d’angolo?
«Ci starà da stare attenti, perché Gabriele è davvero molto bravo nel gioco aereo. Quanto a me, poi, non avrò problemi. Se dovrò uscire per cercare di anticiparlo lo farò senza esitazioni. Anche perché, ripeto, è la prima delle finali che ci attendono».
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