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Carobbio ora tira in ballo l’Empoli

Carobbio ora tira in ballo l’Empoli

«Era d’accordo con il Grosseto per il 2-2». Corsi duro: basta con queste fandonie, ci penserà l’avvocato

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di Marco Fani

EMPOLI

«Siamo sorpresi, amareggiati e dispiaciuti. A questo punto non escludo nemmeno di agire attraverso le vie legali per tutelare l’immagine della nostra società da queste fandonie». Tuona il presidente azzurro Fabrizio Corsi. Per la prima volta anche l’Empoli calcio è chiamato direttamente in causa nel calderone del calcioscommesse, come presunta parte attiva in una combine. Per la verità non si tratta di una nuova partita che tira in ballo gli azzurri, ma del già discusso derby interno di fine campionato contro il Grosseto, datato 30 maggio 2010 e finito 2-2, su cui si sarebbero registrate le attenzioni degli slavi, “manovratori” di calciatori e risultati.

Finora la società azzurra e i suoi giocatori non erano mai stati tirati in ballo direttamente e anche le intercettazioni li avevano scagionati. Ieri pomeriggio, però, ci ha pensato l’ex difensore del Grosseto Filippo Carbobbio, interrogato dal procuratore della repubblica di Cremona Roberto Di Martino, a gettare nuova benzina sul fuoco. Il calciatore ha in pratica confermato quanto già riferito lo scorso 20 dicembre al gip Guido Salvini «secondo cui l’Empoli era d’accordo con noi per un 2-2». Affermazioni che in parte si contraddicono da sole, quando tirano in ballo i giocatori azzurri.

«Gli slavi - ha affermato Carobbio - concordavano sul risultato e avevano detto che volevano combinare la partita (Empoli-Grosseto). Poi non si poté fare nulla perché le quote erano diventate troppo basse. Finì comunque in pareggio». Ma alla domanda su chi avrebbe agito per aggiustare il match, il difensore dello Spezia si tira subito indietro. «Preciso che non fu io a prendere gli accordi con i giocatori con l’Empoli - dice - ma mi limitai a passare le informazioni agli slavi». Affermazioni che non scalfiscono minimamente la serenità in casa azzurra.

«Mi sembra che le intercettazioni parlino da sole - spiega il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi - e che abbiano già fatto piena luce sul fatto che l’Empoli non c’entra assolutamente con il calcioscommesse. È stato lo stesso Carobbio in un primo momento, ad affermare che per non essere riuscito a garantire gli accordi presi col clan degli slavi nella sfida precedente al derby in questione tra Grosseto e Reggina, si sarebbe poi adoperato per la vittoria dell’Empoli nel match successivo. Mi sembra che, a scanso di equivoci, la partita sia finita invece in parità».

Ma Corsi va ancora giù più duro. «Nella scorsa estate - racconta - quando abbiamo trattato con il Siena la cessione di Valdifiori, ci era stata proposto l’inserimento nella trattativa di Carobbio. Il calciatore ci interessava e avevamo preso anche informazioni sul suo conto. Da tutti era considerato un professionista serio e corretto. Poi non ne abbiamo fatto di nulla, ma alla luce di tutte queste bugie che sono venute fuori mai avremmo pensato di avere a che fare con un tipo di questo genere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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