Con il fiato sospeso per Ciccio-gol
David Biuzzi
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A sinistra il fantasista uruguaiano Gaston Brugman e a destra lattaccante georgiano Levan Mchedlidze Il tecnico azzurro Guido Carboni (qui sopra) potrebbe prendere in considerazione entrambi per sostituire il bomber Ciccio Tavano Non è esclusa, infatti, lipotesi del cambio di modulo Oggi la risonanza magnetica alla caviglia: Tavano rischia un lungo stop
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EMPOLI. Il dolore è ancora intenso, forte. Ciccio Tavano trascorre la domenica con la gamba destra appoggiata sul divano. La caviglia, toccata in duramente a Vicenza, gli fa male, molto male. Tanto che i pensieri del bomber sono tutti negativi. E' preoccupato, insomma, e neanche poco. Se la radiografie - effettuate sabato all'ospedale di Vicenza - hanno escluso fratture ossee, infatti, restano da controllare legamenti e tendini della caviglia destra. I controlli sono in programma per oggi, con una risonanza magnetica, ma per la diagnosi forse bisognerà attendere 24 ore in più. «Purtroppo le sensazioni sono brutte - sottolinea Tavano - temo che il dolore sia stato e sia tutt'ora troppo intenso per pensare a un semplice trauma. Spero di sbagliarmi, ovviamente, ma non sono ottimista». Eppure le radiografie erano negative. «Vero. A livello osseo non c'è niente di rotto. Né sulla caviglia né sul perone, però ci sono altre cose da controllare. Bisogna aspettare, insomma». Lei, però, sta pensando al peggio. «Ripeto, le sensazioni sono brutte e, di conseguenza, è difficile essere ottimisti». C'entrano qualcosa i problemi muscolari che aveva accusato in settimana? «Assolutamente no. L'unica cosa che ho pensato è che sarebbe stato meglio avere una contrattura al flessore, così non avrei giocato e non avrei preso quella botta alla caviglia destra. A parte questo, però, non c'è nessun legame fra i due infortuni. Questo è un calcione che, probabilmente, il difensore biancorosso si poteva anche risparmiare». Eppure, quando è uscito, si toccava la coscia. «Già, ma solo per tenere il piede sollevato da terra». E ora? «Ora non resta che aspettare». Aspettare e sperare...
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